Rosolini diventa il primo Comune siciliano a posticipare l’inizio dell’anno scolastico. Il sindaco Giovanni Spadola ha firmato un’ordinanza che sposta l’avvio delle lezioni al 21 settembre, motivando la decisione con una disinfestazione straordinaria degli edifici scolastici resa necessaria dall’ondata di caldo che avrebbe favorito la proliferazione di insetti, blatte, zecche e altri parassiti. Dal 15 al 18 settembre le scuole resteranno chiuse, con stop totale alle attività e divieto di accesso durante gli interventi affidati a una ditta specializzata.
La scelta arriva mentre la Regione continua a respingere le richieste di rinvio dell’apertura, nonostante le temperature elevate e la mancanza di climatizzazione in molte aule. Il tema è esploso anche a Siracusa, dove il gruppo consiliare di Forza Italia sollecita il sindaco Francesco Italia a seguire l’esempio di Rosolini. Il capogruppo Damiano De Simone denuncia una situazione “ciclica e inaccettabile”, chiedendo una mappatura aggiornata degli edifici scolastici, un tavolo con i dirigenti e un cronoprogramma per adeguare impianti elettrici e sistemi di climatizzazione. “I nostri figli non possono studiare in condizioni che non rispettano i criteri minimi di vivibilità”, afferma.
Tra aule roventi, impianti inadeguati, disinfestazioni urgenti e coperture vaccinali insufficienti, l’avvio dell’anno scolastico in Sicilia si presenta come uno dei più complessi degli ultimi anni. Una situazione che potrebbe spingere altri sindaci a seguire la strada tracciata da Rosolini.
