SIAM interviene con una lunga nota per smentire le numerose dichiarazioni e ricostruzioni circolate negli ultimi giorni sui disservizi idrici e sulla gestione del servizio. L’azienda definisce “fantasiose e offensive” le accuse secondo cui i guasti verificatisi nelle ultime settimane sarebbero frutto di un presunto intralcio “strategico” nei confronti del futuro gestore Aretusacque. Una tesi che SIAM giudica “totalmente falsa, illogica e diffamatoria”, ricordando che la società è ancora responsabile del servizio e non avrebbe alcun interesse a procurarsi danni economici e reputazionali. Se necessario, aggiunge, si tutelerà nelle sedi competenti.
L’azienda respinge anche le critiche sulla mancata comunicazione preventiva dei guasti, spiegando che le rotture improvvise sono inevitabili in una rete “datata e deteriorata” e, per loro natura, non prevedibili. Nei casi di interventi programmati o razionamenti, sostiene SIAM, l’utenza è sempre stata informata tramite tutti i canali disponibili, inclusi quelli istituzionali e la stampa. La società ricorda inoltre di disporre di un call center attivo H24 e di un ufficio stampa operativo anche fuori orario e su piattaforme aggiuntive come Messenger.
SIAM sottolinea poi di operare nuovamente in proroga — l’ultima dal dicembre 2025 — in attesa che il nuovo gestore assuma il servizio. Ogni intervento, afferma, comporta costi ormai “insostenibili”, aggravati dall’aumento dei prezzi dell’energia e dalle condizioni critiche della rete. Per questo motivo, la società ribadisce che non saranno accettate ulteriori proroghe nel passaggio di consegne.
Sulla situazione di Ortigia, SIAM chiarisce che i disservizi non dipendono da scelte aziendali ma da una rete con oltre 60 anni di vita, inadatta a sostenere un fabbisogno triplicato a causa dell’aumento di residenti, strutture ricettive e attività ad alto consumo idrico. Senza il monitoraggio costante dei tecnici, sostiene l’azienda, la situazione sarebbe “ben più grave”. Da qui l’invito a una riflessione più ampia sul modello di sviluppo del centro storico e sulle sue ricadute infrastrutturali.
La società interviene anche sul tema dei presunti mancati investimenti. Ricorda che già nel 2022, in una conferenza stampa pubblica, aveva illustrato come il caro energia avesse fatto lievitare i costi variabili previsti dal PEF: 11,5 milioni contro i 4,6 milioni stimati, generando un disavanzo di oltre 10 milioni nel triennio 2022‑2024. Una condizione che, secondo SIAM, ha reso impossibile rispettare il piano degli investimenti senza adeguamenti tariffari. Per questo motivo era stata chiesta al Comune una modifica della convenzione, ritenuta legittima dall’amministrazione.
In chiusura, SIAM invita tutti i soggetti coinvolti a un confronto basato su dati reali e responsabilità, evitando “strumentalizzazioni politiche o elettorali” che rischiano di alimentare confusione e disinformazione, a danno dell’azienda e soprattutto dei cittadini.
