Si è chiuso in primo grado il processo nato dall’inchiesta della Procura di Siracusa sul rapporto illecito tra alcuni agenti della Squadra Mobile e le piazze di spaccio cittadine.
Il Tribunale ha condannato Giuseppe Iacono e Rosario Salemi, arrestati nell’ottobre 2022, a pene severissime: rispettivamente 26 anni di reclusione e 117mila euro di multa per Iacono e 27 anni e 120mila euro di multa per Salemi. Entrambi sono stati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, dichiarati decaduti dal rapporto con la Polizia e colpiti da confische patrimoniali (fino a 260mila euro per Iacono e 209mila per Salemi). Dovranno inoltre risarcire il Ministero della Giustizia, il Ministero dell’Interno e l’agente Claudia Catania, riconosciuti come parti civili.
Secondo le indagini, coordinate dalla Dda e dalla Guardia di Finanza di Catania, i due agenti avrebbero fornito per anni sostanze stupefacenti alle piazze di spaccio locali, sottraendole dai sequestri e sostituendole con materiali di copertura (mattoni di terracotta al posto dell’hashish, mannitolo al posto della cocaina). In cambio ricevevano denaro e favori, garantendo ai clan informazioni riservate su indagini, intercettazioni e microspie, così da assicurare l’impunità ai sodali.
Accanto a loro, Giancarlo De Benedictis e Riccardo Di Falco, già detenuti e condannati in precedenza, hanno ricevuto un’ulteriore pena di 1 anno di reclusione in continuazione con la sentenza della Corte d’Appello di Catania del 2021. Per Cesco Capodieci, collaboratore di giustizia, la posizione era stata già definita con rito abbreviato.
Le indagini patrimoniali hanno evidenziato una sproporzione tra i redditi dichiarati e il tenore di vita degli imputati, confermando l’esistenza di un rapporto corruttivo stabile con i referenti delle piazze di spaccio.
Il deposito delle motivazioni della sentenza è atteso entro 90 giorni. Le misure cautelari sono state sospese, mentre per il risarcimento ai Ministeri si dovrà attendere il procedimento civile.
