Sono Lucia Acerra, per anni in prima linea nella tutela del patrimonio ambientale
e culturale, e la scrittrice Laura Di Falco le illustri siracusane alle quali, su scelta degli studenti di 11 scuole
medie di primo e secondo grado, il Comune intitolerà due strade. I nomi sono stati resi noti stamattina in
occasione dell’evento conclusivo del progetto “La Siracusa delle donne”, tenuto con una serie di incontri
durante lo scorso anno scolastico nell’ambito del Piano dell’offerta formativa comunale; alla fine i ragazzi
hanno sviluppato degli elaborati su 10 importanti siracusane e poi hanno scelto con una votazione chi
sarebbe entrata nella toponomastica cittadina. Acerra ha riportato 149 preferenze, Di Falco 91.
La proclamazione, annunciata da Giuseppe Prestifilippo, coordinatore del Pof comunale, è avvenuta nel
salone “Paolo Borsellino” di Palazzo Vermexio alla presenza del sindaco, Francesco Italia, e di Antonella
Fucile della Consulta comunale femminile che ha collaborato al progetto e che stamattina era presente
anche con la sua presidente Rita Mizzi.
«Il progetto “La Siracusa delle donne” – ha detto il sindaco Italia – è un invito che l’Amministrazione
rivolge alle scuole e agli studenti a scoprire le tante siracusane che, anche senza ricoprire ruoli di vertice
nelle istituzioni, hanno onorato la città con il loro lavoro e il loro impegno sociale e culturale e che per
questo meritano di essere ricordate. In un mondo ancora troppo a trazione maschile, verso queste donne
abbiamo un debito di riconoscenza che con questa iniziativa, di per sé insufficiente, proviamo comunque a colmare». Marika Cirone Di Marco e Valentina Grande hanno illustrato le figure delle due siracusane scelte dagli studenti; le conclusioni sono state affidate a Marinella Fiume, consulente del progetto “L’Italia delle donne” del ministero per le Pari opportunità a cui l’iniziativa siracusana è collegata.
Assente per improvvisi impegni istituzionali, per l’assessore alle Pari opportunità Marco Zappulla «“La
Siracusa delle donne” unisce memoria e partecipazione. Oggi i nostri studenti hanno reso omaggio a donne che, con il loro impegno e la loro intelligenza, hanno migliorato la nostra comunità. Intitolare loro due strade significa riconoscere il valore femminile nella storia della città e ricordare che le pari opportunità passano anche dai luoghi che ogni giorno viviamo».
Il progetto del Comune, oltre che su Lucia Acerra e Laura Di Falco, si è concentrato anche su Lucia
Amato, Costanza Bruno, Iole Cannarella, Iole Cartia Assennato, Rosa Consiglio, Itria Peluso, Marilù
Signorelli e Iole Vittorini.
Durante l’evento si sono esibite tre giovanissime violoncelliste della scuola “Paolo Orsi”: Eleonora
Aglioti, Norma Grande e Francesca Pace dirette dall’insegnante Stefania Cannata.
Di seguito le biografie di Acerra e Di Falco.

Lucia Acerra
Lucia Acerra è una figura di spicco nel panorama della difesa dell’ambiente e della cultura in Sicilia. La sua
carriera, lunga e appassionata, è stata dedicata non solo alla tutela del patrimonio naturale e storico della
sua città, Siracusa, ma anche alla formazione e sensibilizzazione delle nuove generazioni su temi
fondamentali come la sostenibilità e la conservazione. Lucia Acerra si è laureata in Filosofia e Pedagogia
presso l’Università di Catania, e successivamente ha ottenuto una borsa di studio presso l’Istituto Sturzo di Roma, dove ha approfondito le sue competenze nell’ambito della cultura e della politica. La sua carriera
professionale inizia come docente di Lettere presso la Scuola Media Mazzini di Siracusa, dove ha trasmesso ai suoi studenti l’amore per la cultura e la conoscenza. Negli anni ’70, Lucia Acerra si iscrive a Italia Nostra, un’associazione che si occupa della difesa del patrimonio culturale e ambientale italiano. Qui diventa responsabile del settore Educazione e Ambiente, e ben presto assume il ruolo di presidente. La sua guida si è rivelata determinante nel dare vita a progetti concreti per la salvaguardia dei beni culturali e naturali di Siracusa e delle sue zone limitrofe.
Le sue battaglie più significative riguardano la tutela dell’ambiente e il
recupero del patrimonio storico della città, ma anche la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle
amministrazioni locali su questi temi. Ha contribuito attivamente alla difesa di Ortigia con la lotta per
l’applicazione della Legge Speciale per il recupero e il restauro dei suoi monumenti. Negli anni successivi,
ha combattuto contro l’abusivismo edilizio, l’espansione incontrollata della città che minacciava le aree
agricole e le risorse naturali. È stata tra i principali sostenitori della creazione delle Riserve Naturali, da
Vendicari al Ciane e Saline, da Pantalica a Cavagrande, aree di grande valore ecologico e culturale. Negli
anni ’90, Lucia Acerra si è distinta per la sua continua attività di sensibilizzazione attraverso convegni, scritti e pubblicazioni che richiamavano l’attenzione sulla necessità di preservare le risorse culturali della città.
Tra le sue battaglie più note in questo periodo, c’è stata la salvaguardia della Latomia dei Cappuccini, un
sito archeologico di grande valore storico che rischiava di essere dimenticato o trascurato. Nel corso
dell’ultimo decennio, Lucia Acerra ha concentrato i suoi sforzi sulla salvaguardia di Villa Reimann, un
importante esempio di architettura del passato che stava cadendo nell’abbandono. La sua lotta non è stata solo per il recupero materiale dell’edificio, ma anche per la memoria storica e culturale che questa villa rappresenta per la città di Siracusa. Fu iscritta a varie associazioni ed ha collaborato con esse: Avis, Unicef, Amici dell’Inda, Storia Patria, Croce Rossa. Lucia Acerra ha dedicato gran parte della sua vita anche alla scrittura, pubblicando saggi che analizzano e descrivono i monumenti e i luoghi simbolo di Siracusa. Le sue opere sono testimonianze lungimiranti di una stagione in cui l’importanza del patrimonio culturale non era ancora pienamente compresa, ma in cui Acerra credeva fermamente che esso potesse diventare una risorsa per il rilancio economico e culturale della città. La sua visione è stata pionieristica, contribuendo a far crescere la consapevolezza del valore del patrimonio culturale come motore di sviluppo economico.
Lucia Acerra è un esempio di come l’impegno civile e culturale possa cambiare una città, sensibilizzando la collettività e influenzando le politiche pubbliche. Il suo esempio dimostra che la passione per l’ambiente, la cultura e la memoria storica può contribuire a costruire un futuro più sostenibile e consapevole.
Laura Di Falco
Laura Anna Lucia Carpinteri, il suo nome all’anagrafe, nasce a Canicattini Bagni il 3 settembre 1910. Il padre
Francesco Carpinteri è ingegnere; la madre Clelia Alfieri, proviene da una famiglia di proprietari terrieri.
Nonostante il contesto borghese da cui viene, Laura riesce ad acquisire e nutrire una coscienza critica, che riesce poi ad espletare con la scrittura. A 14 anni si trasferisce a Siracusa per frequentare il liceo classico
“Tommaso Gargallo” e suo professore sarà Ettore Campailla. Durante gli anni liceali prima alloggia presso il collegio delle suore vincenzine di Maria Immacolata. Poi Laura si rende conto che quello non è il contesto più adatto per lei e va a vivere dallo zio Antonio Stella.
Dopo il diploma si iscrive alla Scuola normale superiore di Pisa per studiare Filosofia. La sorella Teresa,
laureata in Lettere e Archeologia all’Università di Catania, la raggiunge; assieme iniziano l’attività della
scrittura. Negli anni universitari conosce Arnaldo Momigliano, suo professore, Walter Binni e Claudio
Varese, suoi colleghi. Per un breve periodo la donna vive a Siracusa, dove insegna Lettere e Latino; poi nel
1935 si trasferisce a Roma e qui ci sarà la svolta della sua vita. Continua ad insegnare, conosce e sposa
Felice Di Falco. La donna col marito condivide l’impegno politico, collaborando alla resistenza partigiana e
alla militanza nel Partito d’Azione con Ugo La Malfa. Il sodalizio politico e sentimentale col marito con cui
condivide pure le idee anticlericali, la porta nei suoi scritti a firmarsi Laura Di Falco.
Nel secondo dopoguerra (1948) avviene la pubblicazione dei primi racconti su Il Momento.
Successivamente scrive pure per La Nazione di Firenze. Dal 1950 al 1966 scrive per il giornale Il Mondo.
Laura frequenta a Roma i circoli culturali del momento, il Caffè Aragno e il salotto di Maria Bellonci. Nel suo percorso letterario la scrittrice conosce letterati di rilievo quali Eugenio Montale, che considera autorevole il suo talento, Vitaliano Brancati, Ercole Patti, coi quali mantiene un rapporto di amicizia e stima.
Le sue opere più importanti sono Paura del giorno (1954), Una donna disponibile (1959), Le tre mogli
(1967), L’inferriata (1976), La spiaggia di sabbia nera (1991). La scrittrice muore a Roma il 5 febbraio 2002.
Nei suoi scritti l’autrice esprime i cambiamenti che vive nel periodo degli anni ’60-’70. Un contesto di
grande mutamento per l’Italia, dovuto non solo al boom economico, ma anche ad un nuovo modo di vivere
le relazioni familiari. Questo trova narrazione attraverso la vita delle donne, le quali si ritrovano in realtà
stagnanti e arretrate. Madri, figlie, amiche figure femminili che, incoraggiate dai mutamenti sociali,
cercano di partire da sé, comprendere cosa realmente vogliono e perseguire la libertà. Un percorso non
semplice, poiché le protagoniste si ritrovano ostacoli culturali difficili da superare. Laura Di Falco, nei suoi
scritti, si riferisce alla Sicilia, terra in cui emergono anche, in misura tragica, conflitti e contraddizioni. Per
esempio, nell’opera L’inferriata, finalista al premio Strega del 1976, la narrazione trova ambientazione ad
Ortigia, un ritorno al luogo d’origine per descrivere la spaccatura tra passato e presente avvenuta alla fine
degli anni ’60. Da un lato permane la bellezza lasciata dai Greci e dai vari ricorsi storici nel tempo. Dall’altro
prendono avvio i provvedimenti che, in nome degli affari e del profitto, deturpano coste e spiagge,
demoliscono strutture storiche, per lasciare spazio al nascente polo industriale.
