La provincia di Siracusa non ha presentato domanda al bando nazionale da 1 miliardo di euro destinato al potenziamento delle infrastrutture idriche, alla riduzione delle perdite e alla digitalizzazione delle reti. Una misura aperta dal Governo dal 6 maggio all’8 giugno 2026 e rivolta in particolare al Mezzogiorno, dunque anche alla Sicilia. Nonostante criticità note da anni — reti obsolete, dispersioni elevate, opere da mettere in sicurezza — il territorio siracusano non risulta aver partecipato allo strumento SFNIISSI.
Il deputato di Fratelli d’Italia Luca Cannata chiede chiarimenti immediati, sottolineando che alla data di scadenza Aretusacque era già pienamente operativa e convenzionata con l’ATI Siracusa. Per Cannata, la mancata candidatura non riguarda solo la società di gestione, ma anche l’ATI Idrico, la struttura tecnica e tutti i soggetti responsabili della programmazione degli investimenti. Le domande che pone sono nette: l’opportunità è stata valutata? Esistevano progetti pronti? Sono state svolte le verifiche necessarie per partecipare?
Il parlamentare richiama anche il ruolo del Consiglio di Sorveglianza di Aretusacque, insediato da circa un anno e chiamato a vigilare sulle scelte strategiche della società. Secondo Cannata, è legittimo chiedere quali iniziative siano state assunte per intercettare finanziamenti e quali controlli siano stati effettuati nell’interesse dei Comuni.
Il tema, osserva, supera il singolo bando: riguarda la capacità del territorio di programmare, progettare e cogliere le risorse disponibili. Se la mancata partecipazione fosse dovuta all’assenza di progettazioni adeguate, si tratterebbe di un doppio fallimento; se invece i progetti esistevano ma non sono stati presentati, occorre capire chi abbia deciso e perché.
Cannata chiede quindi ai responsabili della governance del servizio idrico provinciale di spiegare pubblicamente cosa sia stato fatto e quali azioni si intendano intraprendere per evitare nuove occasioni perse. Ricorda che ogni finanziamento non intercettato significa meno opere, meno investimenti e maggiori difficoltà nel contenere i costi del servizio. Investire sulle reti idriche, conclude, significa ridurre sprechi, aumentare efficienza e garantire un servizio più sostenibile per famiglie, imprese e Comuni.
