Non è solo teatro, è un rito laico che appartiene al DNA di questa città da oltre un secolo. Domani e dopodomani, il Teatro Greco di Siracusa tornerà a essere il centro gravitazionale della cultura classica mondiale con il debutto della 61ª stagione delle Rappresentazioni Classiche. Un appuntamento che quest’anno scava nelle radici del conflitto etico, della disobbedienza civile e del mistero del sacrificio personale, riportando la pietra millenaria del Temenite a vibrare sotto lo sguardo di migliaia di spettatori.
Il debutto di Alcesti di Filippo Dini e le note di Paolo Fresu
L’apertura della stagione, domani 8 maggio, è affidata ad ”Alcesti” di Euripide, nella traduzione di Elena Fabbro. L’opera “ambigua” per eccellenza è sospesa tra il dramma del sacrificio e una bizzarra speranza di salvezza. È la storia di una donna che accetta di morire al posto del marito, Admeto, aprendo interrogativi profondi sul senso della gratitudine e sul confine tra la vita e la morte. Un testo che, come da tradizione dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, vedrà il coinvolgimento attivo del coro, elemento fondamentale per restituire la sacralità e la coralità dell’esperienza tragica.
La regia è firmata da Filippo Dini, che sceglie di esplorare l’ambiguità euripidea tra tragedia e speranza avvalendosi di un team creativo d’eccezione. Sul palco, Deniz Ozdogan interpreterà una Alcesti consapevole e intensa, al fianco dell’Admeto di Aldo Ottobrino. Lo stesso regista Filippo Dini vestirà i panni del Servo, mentre il resto del cast vedrà Denis Fasolo (Eracle), Bruno Ricci (Ferete) e Carlo Orlando (Capo coro). Particolare attenzione è stata data alla composizione del Coro, anima pulsante dello spettacolo, che vedrà impegnati artisti come Simonetta Cartia, Gennaro Di Biase e molti altri, pronti a tradurre in emozione collettiva il dramma del distacco e del dono di sé.
Le scene sono di Gregorio Zurla, i costumi di Alessio Rosati e il disegno luci di Pasquale Mari. Un valore aggiunto straordinario sarà dato dalle musiche originali composte da Paolo Fresu, che daranno una veste sonora unica al sacrificio della protagonista.
Il secondo atto: Antigone: la regia internazionale di Robert Carsen
Sabato 9 maggio sarà, invece, la volta di ”Antigone” di Sofocle. La regia porta la firma prestigiosa di Robert Carsen, maestro della scena internazionale, che torna a Siracusa con un progetto di grande rigore formale e potenza estetica. Carsen, coadiuvato dalle scene di Radu Boruzescu e dai costumi di Luis Carvalho, ha immaginato un’Antigone che parla direttamente al nostro presente, esplorando la tensione mai risolta tra le leggi immutabili del cuore e le ferree necessità dello Stato.
Nel ruolo dell’eroina sofoclea vedremo Camilla Semino Favro, attrice di straordinario temperamento, chiamata a dare voce e corpo alla ribellione contro l’arbitrio del potere. Il suo antagonista, il re Creonte, sarà interpretato da Paolo Mazzarelli, in un duello verbale e morale che promette di lasciare il pubblico col fiato sospeso. Accanto a loro, un cast di assoluto rilievo: Mersila Sokoli (Ismene), Graziano Piazza (Tiresia) e Ilaria Genatiempo (Euridice), con le musiche ipnotiche di Cosmin Nicolae e i movimenti curati da Marco Berriel.
La macchina dell’INDA: eccellenza e artigianato
Dietro i novanta minuti di ogni rappresentazione si nasconde il lavoro silenzioso e instancabile di mesi dei laboratori di via Politi. Sarti, scenografi, truccatori e tecnici hanno trasformato bozzetti e idee in realtà tangibili, sfidando la maestosità della cavea. Fondamentale, come ogni anno, il contributo dei giovani allievi dell’Accademia d’Arte del Dramma Antico (ADDA), che rappresentano il futuro di questo rito e che porteranno sul palco l’energia e il rigore necessari per animare le coreografie e i canti del coro.
Verso il tutto esaurito: Siracusa capitale del teatro
L’entusiasmo della vigilia è confermato dai numeri del botteghino: per le prime due serate si va verso il sold-out, con un afflusso massiccio di turisti, studiosi e appassionati provenienti da ogni parte d’Europa. Con i riflettori puntati sulla scena e il pubblico delle grandi occasioni già in attesa sotto il cielo siracusano, l’edizione numero sessantuno è pronta a partire. Per la città si apre un nuovo capitolo nel cuore del mito, un appuntamento che si conferma, anno dopo anno, come il momento culturale più alto e necessario della stagione.
