Il destino della raffineria Isab di Priolo Gargallo torna al centro del dibattito politico ed economico nazionale. Nel corso del question time alla Camera, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito che l’impianto opera in piena sicurezza e che il Governo garantirà la continuità produttiva, indipendentemente dalle vicende societarie.
Un asset strategico per l’Italia
- La raffineria di Priolo è tra le più grandi d’Europa e copre circa il 20% della capacità di raffinazione italiana, fornendo una quota rilevante dei carburanti destinati al Sud del Paese.
- Dopo le sanzioni contro la Russia, che avevano messo a rischio approvvigionamenti e occupazione, l’Italia ha classificato lo stabilimento come asset strategico nazionale, attivando il Golden Power e un decreto-legge ad hoc.
- Nel marzo 2023, Lukoil ha ceduto Isab al fondo cipriota GOI Energy (gruppo Argus New Energy) per circa 1,5 miliardi di euro, con l’impegno a tutelare i posti di lavoro, garantire la produzione e avviare investimenti per la decarbonizzazione.
Vigilanza e transizione verde
Urso ha chiarito che l’esecutivo non intende nazionalizzare la raffineria, ma continuerà a vigilare affinché il nuovo proprietario rispetti gli impegni assunti. La sicurezza energetica e la salvaguardia occupazionale restano priorità strategiche.
Il futuro dello stabilimento dipenderà dalla capacità di affrontare la sfida della transizione ecologica: GOI Energy ha annunciato un piano industriale orientato alla diversificazione delle fonti e alla produzione di biocarburanti, in linea con gli obiettivi europei di decarbonizzazione.
Impatto sul territorio
La raffineria è il fulcro di un vasto polo industriale siciliano, con migliaia di occupati diretti e indiretti. La stabilità dell’impianto ha quindi un peso non solo per la Sicilia, ma per l’intero sistema energetico nazionale.
Concludendo, Urso ha voluto rassicurare mercati e comunità locale:
“Continueremo a garantire che l’Isab resti un presidio strategico per l’Italia, un modello di transizione energetica e di tutela occupazionale”.
