Vent’anni di servizio quotidiano ai più bisognosi: la mensa parrocchiale del Pantheon di Siracusa celebra il suo anniversario con una settimana di iniziative culturali, liturgiche e musicali. Un traguardo significativo per la comunità, che ogni giorno garantisce oltre 200 pacchi alimentari e una media di 50 pasti caldi.
Giovedì 27 novembre, con il patrocinio del Comune, si è svolta una tavola rotonda dedicata alle “nuove povertà”. Il parroco don Massimo Di Natale ha aperto i lavori, seguiti dall’intervento del direttore della Caritas diocesana, Ettore Ferlito, che ha presentato il Rapporto Povertà 2025. Dal confronto con i dati del 2010 emerge un quadro mutato: la povertà non è più solo economica, ma si intreccia con gravi fragilità sociali come mancanza di dimora, dipendenze, disturbi psichici e isolamento.
Molto apprezzato l’intervento dell’assessore alle Politiche Sociali Marco Zappulla, che ha illustrato i servizi attivati dal Comune per rispondere alle emergenze, tra cui il pronto intervento sociale con numero verde attivo 24 ore su 24 (800 121617). Una rete di associazioni e volontari collabora per garantire ascolto, supporto e servizi di prima necessità.
Durante la settimana sono state raccolte le testimonianze dei volontari che operano al Pantheon e in altre realtà della diocesi. È stato inoltre presentato il nuovo logo della mensa, ideato dagli studenti dell’Istituto “Alessandro Rizza”. La vincitrice del concorso, Aurora Fazio della classe 4AW, è stata premiata per aver saputo rappresentare i valori fondanti: carità, accoglienza e volontariato.
Il programma ha previsto momenti di preghiera e riflessione, tra cui l’approfondimento sull’esortazione apostolica Dilexi te di papa Leone XIV. Venerdì 28 novembre la celebrazione eucaristica è stata seguita da un incontro sul tema dell’amore verso i poveri. Sabato 29 novembre, la messa di ringraziamento ha preceduto il concerto del Corpo Musicale “Città di Siracusa” diretto dal maestro Michele Pupillo.
La mensa del Pantheon, attiva ogni giorno senza interruzioni, rappresenta un presidio di speranza e solidarietà. “L’incontro con il povero è un incontro che salva” – è stato ricordato – e il ringraziamento va a tutti i volontari e benefattori che, con gesti concreti, continuano a rendere possibile questa opera di carità.
