Ancora una volta, come già accaduto negli anni passati, si registrano interruzioni nell’erogazione delle prestazioni di Patologia Clinica convenzionate con il Sistema Sanitario Regionale. A denunciarlo è Enzo Vaccaro, segretario generale dello SPI-CGIL di Siracusa, che parla di una situazione al limite dell’interruzione di pubblico servizio.
Secondo quanto riferito dal sindacato, diversi laboratori privati accreditati con l’ASP di Siracusa avrebbero sospeso le prestazioni sanitarie per conto del SSR, fatta eccezione per quelle rivolte a pazienti oncologici e donne in gravidanza, chiedendo agli utenti il pagamento integrale delle analisi. Una scelta che i laboratori giustificano con l’esaurimento del budget assegnato dall’Azienda Sanitaria Provinciale.
Per Vaccaro, però, questa motivazione è “del tutto fuorviante”. Il segretario cita l’articolo 4 del contratto tra ASP e strutture accreditate, che impone l’erogazione delle prestazioni in modo proporzionato al budget, garantendo continuità assistenziale per tutto l’anno. A supporto, il Decreto Assessoriale n. 845/2025 assegna all’ASP di Siracusa oltre 10 milioni di euro per il servizio laboratoristico, con un incremento del 10,5% rispetto al 2024.
«La mancata erogazione delle prestazioni è ingiustificata e colpisce duramente le fasce più fragili della popolazione – afferma Vaccaro –. Si rischiano ritardi nelle diagnosi e conseguenze gravi per la salute pubblica». Lo SPI-CGIL ricorda che le analisi cliniche rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), tutelati dalla Costituzione, e chiede un intervento immediato da parte dell’ASP, della Regione Sicilia e del Prefetto di Siracusa per «scongiurare l’ennesimo furto di salute nella nostra provincia».
Il sindacato invita le istituzioni a garantire il rispetto dei contratti e la piena tutela del diritto alla salute, evitando che logiche contabili compromettano servizi fondamentali per la cittadinanza.
