La provincia aretusea scivola al 106° posto nella classifica nazionale del Sole 24 Ore. Fragilità strutturali, servizi carenti e assenza di programmazione culturale e amministrativa tra le cause principali.
La nuova classifica sulla Qualità della vita 2025 stilata da Il Sole 24 Ore consegna a Siracusa un risultato amaro: penultimo posto in Italia, 106ª su 107 province. Rispetto allo scorso anno, la provincia aretusea perde altre due posizioni, confermando un trend negativo che fotografa un territorio ricco di storia e cultura ma segnato da profonde criticità.
L’indagine si basa su 90 indicatori suddivisi in sei macro-aree.
- Ricchezza e Consumi: 102ª posizione, penalizzata da disuguaglianze di reddito, inflazione e basso reddito medio pro-capite.
- Affari e Lavoro: 86ª, con un buon dato sull’export (4ª in Italia) ma ultima per laureati e imprese in fallimento.
- Giustizia e Sicurezza: 83ª, tra percezione di insicurezza, furti e durata dei procedimenti civili.
- Demografia: 102ª, con speranza di vita bassissima (106ª), mortalità evitabile elevata e qualità della vita delle donne tra le peggiori.
- Ambiente e Servizi: 102ª, raccolta differenziata al 100° posto e scarsa qualità delle amministrazioni locali.
- Cultura e Tempo Libero: 97ª, con bassa spesa comunale in cultura, scarsa partecipazione elettorale e un sistema bibliotecario in crisi.
Il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paolo Romano, parla di “fallimento politico e amministrativo” e accusa la maggioranza di gestione improvvisata e inefficace. Il consigliere comunale Paolo Cavallaro denuncia la carenza di servizi e il degrado culturale, ricordando la chiusura delle biblioteche e chiedendo una programmazione seria e moderna.
Il Comitato Ortigia Resistente, attraverso il portavoce Davide Biondini, sottolinea come vivere a Siracusa sia “sempre più difficile”: servizi peggiorati, precarietà lavorativa, infrastrutture obsolete e un turismo che cresce ma non produce benefici reali. “Non basta dire che altre città al Sud stanno peggio – afferma – qui la qualità della vita è tra le più basse d’Italia”.
Nonostante il patrimonio museale (17ª posizione nazionale) e la ricchezza culturale, Siracusa non riesce a trasformare le proprie potenzialità in benessere diffuso. La classifica diventa così uno specchio impietoso di un territorio che rischia di perdere competitività e attrattività, se non si avvia una programmazione seria e una governance capace di valorizzare le risorse straordinarie della città e della provincia.
