La città si stringe nel dolore per la scomparsa di Matteo Di Franca, 23 anni, presidente della Consulta comunale giovanile e figura di riferimento per il mondo dell’associazionismo e della partecipazione civica. Il giovane è morto ieri nel mare di contrada Isola, con dinamiche ancora in fase di accertamento.
Il lutto ha attraversato istituzioni, associazioni e comunità educative. A Palazzo Vermexio le bandiere sono state esposte a mezz’asta per decisione del sindaco Francesco Italia, che ha ricordato Matteo come «immagine vivente di una gioventù attiva, generosa e capace di pensare il futuro con spirito solidale». Il primo cittadino ha sottolineato il ruolo di Di Franca nella trasformazione della Consulta giovanile in uno spazio inclusivo e partecipato, capace di dialogare con l’intero territorio provinciale.
Profondo cordoglio è stato espresso anche dal Libero Consorzio Comunale di Siracusa: il presidente ha ricordato la passione con cui Matteo si dedicava ai giovani e alla comunità, definendo la sua scomparsa «un vuoto profondo per tutta Siracusa». Messaggi di vicinanza sono arrivati inoltre dalla comunità provinciale di Grande Sicilia, che ha definito Di Franca «un modello di impegno civile, un esempio positivo destinato a restare nel patrimonio collettivo della città».
Un ricordo particolarmente intenso arriva dallo staff di Siracusa Città Educativa, con cui Matteo collaborava da anni. Lo descrivono come un bambino curioso diventato un giovane capace di trasformare ogni luogo con la sua presenza: assessore nel Consiglio comunale dei ragazzi, membro del Circolo dei viaggiatori nel tempo, attivista e dirigente di Giosef – Giovani Senza Frontiere, formatore internazionale, progettista attento e brillante. Un giovane che non chiedeva il permesso di esistere: «esisteva, con forza e dolcezza», scrivono i colleghi, ricordando anche i viaggi verso i laboratori di Stallaini, cantando insieme le canzoni degli anni ’60.
In tutti i messaggi emerge la stessa immagine: Matteo come seme di futuro, come certezza che i giovani possono cambiare davvero le cose quando qualcuno crede in loro. E lui ci credeva, ostinatamente e con tenerezza.
