La partita sulla gestione dell’acqua in provincia di Siracusa si sposta nelle aule di tribunale e coinvolge anche i Comuni dell’entroterra. Da un lato, a Siracusa, si consuma lo scontro tra Siam e ATI sul valore di subentro; dall’altro, a Palazzolo Acreide, arriva il parere tecnico che boccia la richiesta di gestione autonoma.
Il Comune di Siracusa ha deciso di costituirsi davanti al Tar di Catania per sostenere la delibera dell’Assemblea Territoriale Idrica che ha azzerato le pretese economiche del gestore uscente Siam. La società, che gestisce il servizio idrico dal 2015, ha quantificato in circa 21 milioni di euro il valore residuo degli investimenti da riconoscere al momento del subentro.
L’ATI, però, dopo un’istruttoria tecnica basata sui criteri regolatori di Arera, è arrivata a una conclusione opposta: il valore di subentro sarebbe addirittura negativo, pari a -210.053 euro. Secondo l’ente, alcune voci presentate da Siam configurerebbero un double counting, cioè costi già coperti nel tempo dagli utenti tramite tariffe e contributi.
Tra gli elementi contestati figurano: contributi di allaccio pagati direttamente dai cittadini, non riconducibili a investimenti della società; spese operative già remunerate dalla tariffa; bilanci della società costantemente in utile, ritenuti indicativi di una copertura dei costi attraverso le tariffe.
Siam ha impugnato la delibera davanti al Tar chiedendone l’annullamento. Il Comune, con un atto firmato dal sindaco Francesco Italia, ha scelto di sostenere l’ATI per evitare che un eventuale riconoscimento del valore residuo richiesto dal gestore uscente possa ricadere sulle future bollette.
Nel frattempo, l’ATI prosegue il percorso verso il passaggio del servizio ad Aretusacque S.p.A., la società mista destinata a gestire il sistema idrico provinciale.
Parallelamente, l’ATI ha chiuso un altro capitolo delicato: la richiesta del Comune di Palazzolo Acreide di mantenere la gestione autonoma del servizio idrico. La Commissione tecnica, nella relazione del 28 gennaio 2026 recepita dal Commissario ad acta, ha espresso un parere nettamente negativo, rilevando che nessuno dei requisiti previsti dalla normativa risulta soddisfatto.
La conclusione: Palazzolo non potrà mantenere la gestione autonoma.
