La Guardia di Finanza di Siracusa ha sequestrato un’area di rimessaggio nautico del valore stimato di circa 500.000 euro, situata alle porte della città e in grado di ospitare numerose imbarcazioni da diporto. Il provvedimento è stato disposto dal GIP su richiesta della Procura aretusea nell’ambito di un’indagine per bancarotta fraudolenta aggravata.
Due persone sono state denunciate con l’accusa di aver sottratto ai creditori il principale bene di una società in dissesto, attiva nel settore del rimessaggio. Secondo le indagini, l’amministratore avrebbe orchestrato una serie di cessioni immobiliari simulate, trasferendo il terreno tra società compiacenti riconducibili allo stesso gruppo, a prezzi sempre più bassi e senza che i corrispettivi venissero mai realmente incassati. Un meccanismo che avrebbe consentito di mantenere il controllo effettivo dell’area pur risultando, sulla carta, ceduta.
L’analisi contabile ha rivelato che nel 2019 un debito utilizzato per giustificare una delle cessioni era stato cancellato senza alcun pagamento, confermando la natura fittizia delle operazioni. Nel frattempo, l’area continuava a generare 40.000 euro annui di canone di locazione, un dato che ha permesso agli investigatori di stimarne il reale valore, a fronte dell’ultima vendita simulata registrata per soli 20.000 euro.
Il quadro societario emerso è risultato gravemente compromesso: debiti tributari superiori a 1,3 milioni di euro e nessuna dichiarazione fiscale presentata dal 2012.
L’operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria conferma l’impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto alle frodi societarie e nella tutela degli interessi dei creditori. Le persone coinvolte sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva, nell’ambito del giudizio che si svolgerà nel pieno contraddittorio davanti a un giudice terzo e imparziale.
