Il Siracusa Calcio supera solo a metà l’ennesima scadenza federale. Entro il termine perentorio del 16 febbraio, infatti, la società del presidente Alessandro Ricci è riuscita a saldare gli stipendi arretrati, ma non avrebbe versato i contributi relativi ai mesi di novembre e dicembre, come invece richiesto dalla Lega.
Negli ultimi trenta giorni il club aveva recuperato terreno, pagando prima gli arretrati e poi, proprio il 16 febbraio, le mensilità di novembre e dicembre ai giocatori. Una boccata d’ossigeno che ha evitato la “recidiva” e quindi il rischio più grave: l’estromissione dal campionato e la perdita del titolo sportivo. Sul fronte contributivo, però, la situazione appare diversa: la seconda tranche non risulta versata, neppure alla luce di un’ipotetica proroga.
Questo mancato adempimento apre la strada a un nuovo deferimento, che potrebbe trasformarsi in un’ulteriore penalizzazione tra metà e fine marzo. Intanto, il 26 febbraio arriverà la prima stangata: sei punti di penalità per la scadenza non rispettata del 16 dicembre. A questi potrebbero aggiungersi altri 2 o 3 punti, aggravando una classifica già critica. Gli azzurri, oggi penultimi con 23 punti, rischiano così di ritrovarsi ancora più distanti dalla zona salvezza.
Per il Siracusa si prospettano undici finali. La prossima sfida, contro il Sorrento, diventa già un crocevia.
