Con l’arrivo della stagione estiva, le splendide coste del siracusano – da Fontane Bianche all’Arenella, passando per Avola, Noto, fino a Marzamemi e Portopalo – tornano a riempirsi di residenti e turisti. Ma quali sono i confini tra i poteri dei gestori dei lidi privati e i diritti di chi vuole godersi il mare? Facciamo chiarezza sulle regole in vigore quest’anno, incrociando la normativa nazionale con le tutele e i divieti specifici del nostro territorio.
1. Accesso al mare: a Fontane Bianche e sui litorali della provincia il transito è sempre gratis
Uno dei malintesi più frequenti riguarda il passaggio attraverso le strutture private per raggiungere il bagnasciuga. La legge italiana e le direttive della Regione Siciliana parlano chiaro: il mare è un bene pubblico e l’accesso alla battigia per fare un bagno è sempre libero e gratuito.
Se un gestore di un lido (che sia a Siracusa, Avola o San Lorenzo) tenta di farvi pagare un “ticket di ingresso” solo per attraversare la struttura e raggiungere l’acqua, sta commettendo un abuso. Il pagamento è dovuto soltanto se decidete di usufruire dei servizi del lido (affitto di lettini, ombrelloni, uso di docce o cabine).
Come difendersi?
Se vi viene negato il passaggio, non esitate a segnalare l’accaduto. Potete contattare la Polizia Locale del Comune di competenza o la Capitaneria di Porto di Siracusa (o gli uffici locali di Pozzallo e Augusta a seconda della zona) per richiedere un controllo immediato.
2. La regola dei 5 metri sulla battigia e le ordinanze in Sicilia
La legge garantisce il diritto di camminare e raggiungere il mare, ma cosa succede se ci si vuole fermare a ridosso dell’acqua? In Sicilia, le ordinanze balneari della Regione e i regolamenti dei singoli Comuni della provincia prevedono che la fascia di 5 metri dalla battigia debba rimanere assolutamente sgombra.
Questo spazio serve a garantire il transito dei mezzi di soccorso e la libera circolazione dei bagnanti. Di conseguenza:
È vietato piazzare ombrelloni o sdraio personali in questa fascia.
Il divieto vale per tutti: anche i gestori dei lidi non possono posizionare i loro lettini commerciali a meno di 5 metri dal bagnasciuga.
Dispiegare un semplice asciugamano per asciugarsi dopo il bagno è generalmente tollerato, purché non crei un effettivo intralcio al passaggio.
3. Ombrelloni “segnaposto” di notte: tolleranza zero sulle spiagge libere locali
Quella di lasciare l’ombrellone o la sedia a sdraio sulla spiaggia libera di notte per “prenotare” il posto per il giorno dopo è un’abitudine dura a morire, ma totalmente illegale. Nei comuni della costa siracusana, i controlli della Guardia Costiera e della Polizia Municipale sono frequenti e portano al sequestro immediato delle attrezzature per occupazione abusiva di suolo pubblico, oltre a pesanti sanzioni. La spiaggia libera deve essere fruibile da tutti, senza “prenotazioni” abusive.
4. Pranzo al sacco sotto l’ombrellone: nessun monopolio per i lidi
Potete portare una borsa frigo con il pranzo da casa all’interno di uno stabilimento privato? Assolutamente sì. Il concessionario gestisce l’area per i servizi balneari, ma non ha l’esclusiva sulla ristorazione. Sia che siate clienti del lido, sia che stiate transitando verso la spiaggia libera, avete il pieno diritto di portare con voi un panino, della frutta o delle bibite.
Naturalmente, tutto deve avvenire nel rispetto del decoro: sono vietati i pic-nic con tavolate imbandite o l’uso di barbecue in spiaggia, comportamenti vietati dalle ordinanze a tutela del decoro pubblico e dell’ambiente.
5. Cani in spiaggia: occhio ai regolamenti comunali della provincia
Per quanto riguarda gli amici a quattro zampe, non esiste una legge nazionale unica, ma la situazione nel siracusano è regolata a livello locale.
Spiagge libere: Cani e animali domestici possono accedere alla spiaggia libera se tenuti al guinzaglio e, dove richiesto, con museruola, a meno che il singolo Comune non abbia emesso un’ordinanza di divieto specifico per quel tratto di costa (ordinanza che deve essere sempre segnalata da cartelli visibili all’ingresso della spiaggia).
Lidi privati: Il gestore può scegliere se accettare o meno gli animali nella propria struttura. Fortunatamente, nella nostra provincia sono in aumento i lidi “pet-friendly” attrezzati, come dimostrano le esperienze positive registrate a Marina di Priolo e sul litorale di Avola, dove sono state predisposte aree specifiche per l’accoglienza degli animali.
Nota bene: I cani guida per non vedenti e i cani da salvataggio hanno sempre il diritto di accesso ovunque, senza alcuna limitazione.
6. Giochi in spiaggia e strutture sportive
Partite a pallone o a racchettoni in riva al mare? Il buonsenso e le ordinanze locali impongono di non arrecare disturbo o pericolo agli altri bagnanti. Per quanto riguarda il montaggio di reti da beach volley o porte da calcio sulle spiagge libere del nostro litorale, la regola è ferrea: è possibile farlo temporaneamente per giocare, ma l’intera struttura va smontata e rimossa subito dopo la partita. Lasciare le reti montate per ore o giorni senza autorizzazione comunale configura un reato di occupazione abusiva di spazio pubblico.
7. Sigarette e ambiente: differenze tra Comuni e rispetto del mare
Mentre la legge nazionale vieta il fumo solo nei locali chiusi, in diverse località balneari italiane – e anche in alcuni tratti sensibili della nostra provincia, come le riserve naturali (es. Vendicari) o specifiche spiagge comunali – vengono introdotte ordinanze sindacali che vietano il fumo anche all’aperto sulla battigia per proteggere l’ambiente. In ogni caso, dove è consentito fumare, vige il divieto assoluto e severamente sanzionato di abbandonare i mozziconi o qualsiasi rifiuto plastico nella sabbia: un gesto che danneggia gravemente il nostro splendido ecosistema marino.
