È stato notificato presso la Casa circondariale di Siracusa “Cavadonna” il nuovo ordine di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo fermato il 28 febbraio per l’aggressione avvenuta la sera precedente a Priolo Gargallo, in cui un operaio di 55 anni aveva perso la vita.
Il provvedimento, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Siracusa, riqualifica l’originaria accusa di omicidio volontario in tentato omicidio e tentata estorsione. La decisione arriva dopo gli esiti dell’autopsia, che hanno stabilito come la morte della vittima sia riconducibile a una grave epatopatia preesistente, e non direttamente alle lesioni riportate durante il pestaggio.
Nonostante ciò, restano contestati il tentativo di omicidio e la tentata estorsione. Il C.T.U., infatti, ha evidenziato che le ferite inferte — per sede e modalità — erano “astrattamente idonee a determinare conseguenze anche gravi per la vita del soggetto”. L’aggressore avrebbe colpito ripetutamente la vittima alla testa con particolare ferocia, continuando anche quando l’uomo era già a terra, sanguinante e inerme. Secondo gli inquirenti, l’azione violenta era finalizzata a ottenere indebitamente circa mille euro, somma richiesta con minacce poi sfociate nel pestaggio.
L’indagato rimane ristretto nel carcere di Cavadonna.
