A darne notizia è Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’OSAPP, che ricostruisce come la situazione sia degenerata dopo diversi giorni di protesta pacifica: i detenuti si rifiutavano di rientrare nelle celle durante la notte, nonostante i ripetuti inviti della Direzione a interrompere la contestazione. Quando la situazione è stata ritenuta non più sostenibile dai Superiori Uffici, è stato disposto il rientro forzato.
Per eseguire l’ordine sono state mobilitate circa 120 unità di polizia penitenziaria, distribuite sui tre piani del blocco. Se al primo piano i detenuti hanno obbedito senza resistenza e al secondo si è registrata solo una lieve opposizione, al terzo piano la tensione è esplosa: alla vista degli agenti, i reclusi hanno dato avvio a una vera e propria rivolta, respingendo il personale con minacce e spintoni, barricandosi nella sezione e distruggendo le telecamere di sorveglianza. Alcuni hanno anche ripreso la scena con i cellulari per pubblicarla su TikTok, mentre altri hanno attivato gli idranti, dirigendo i getti d’acqua contro gli agenti.
Nel caos, un sovrintendente è stato accerchiato e spinto a terra da un gruppo di detenuti, riportando fortunatamente solo lievi ferite, giudicate guaribili in cinque giorni. L’uso degli idranti ha inoltre provocato ingenti danni alla sezione. Solo dopo ore di trattativa con il comandante di reparto ad interim, i detenuti hanno accettato di rientrare nelle celle.
Quanto alle motivazioni della protesta, Argentino riferisce che i detenuti lamentavano acqua non sufficientemente calda per le docce e la presenza di cimici nella sezione. La Direzione, spiega, era già intervenuta nei giorni precedenti per aumentare la disponibilità di acqua calda e aveva avviato da mesi un programma di disinfestazione, tuttora in corso, per contrastare un problema ritenuto circoscritto.
Argentino definisce l’episodio “gravissimo”, pur riconoscendo che le ragioni della protesta saranno esaminate dagli uffici competenti. Parallelamente, saranno valutate le responsabilità penali e disciplinari dei detenuti coinvolti nella sommossa.
