Il nuovo Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Siracusa, inaugurato per ben tre volte in occasione di diverse tornate elettorali, resta ancora chiuso. A denunciarlo è l’On. Vincenzo Vinciullo, già Assessore alla Ricostruzione, che ricorda di aver seguito l’intero iter progettuale e l’avvio dei lavori finanziati con la Legge 433/91, nata dopo il terremoto di Santa Lucia.
Secondo Vinciullo, il mancato trasferimento dei Vigili del Fuoco nella nuova sede non solo vanifica gli obiettivi di sicurezza previsti dalla normativa, ma comporta anche un costo annuo superiore a 900 mila euro per la collettività, dovuto all’utilizzo di edifici privati per ospitare studenti che avrebbero potuto essere collocati nell’attuale caserma di via Von Platen, qualora fosse stata liberata.
Ripercorrendo la vicenda, l’ex assessore ricorda l’arrivo dei fondi nel 2004, la redazione del progetto esecutivo nel 2005, il decreto di finanziamento nel 2006 e l’avvio dei lavori nel 2008, interrotti poi senza spiegazioni. Dopo anni di sollecitazioni, la gestione dell’opera è passata alla Regione, che ha riavviato solo una parte degli interventi, senza però completare la struttura nonostante la disponibilità di ulteriori risorse derivanti dai ribassi d’asta.
Nel tempo, sono emerse proposte ritenute “fantasiose”, come l’ipotesi di ospitare nella caserma anche gli uffici del Genio Civile, poi ritirata. Successivamente, la Regione avrebbe avanzato la richiesta di un canone annuo ai Vigili del Fuoco per l’utilizzo della struttura, proposta definita da Vinciullo “irricevibile”, poiché l’edificio è stato realizzato con fondi statali.
Dopo tre inaugurazioni considerate “tragicomiche”, Vinciullo chiede ora chiarezza: i Vigili del Fuoco devono decidere se trasferirsi nella nuova sede o restare in via Von Platen, così da permettere al Libero Consorzio di programmare il prossimo anno scolastico ed evitare ulteriori tensioni tra scuole, docenti e studenti.
Se il trasferimento avvenisse, conclude, l’attuale caserma potrebbe finalmente essere destinata agli studenti oggi ospitati in strutture private non nate come scuole e che pesano sulle casse pubbliche per oltre 900 mila euro l’anno.
