Nel cuore della Sicilia orientale, il borgo di Buccheri si prepara a rivivere uno dei suoi momenti più identitari e suggestivi: “U Passiu Santu”, la storica rappresentazione della Passione di Cristo che, durante il weekend pasquale, trasforma il paese in una vera e propria Gerusalemme di duemila anni fa. Le strade strette, i vicoli in pietra e le architetture medievali diventano scenografia naturale di un racconto che unisce fede, tradizione e memoria collettiva.
A rendere unico l’evento è soprattutto la sua dimensione linguistica e culturale. La rappresentazione viene infatti recitata in dialetto locale, erede diretto del gallo-italico, e interamente in rima. Un’opera poetica che porta la firma di Salvatore Terzo, autore dell’antico richiamo che apre la narrazione: “Sintiti Sintiti Bona Genti…”, un invito che da generazioni segna l’inizio del cammino sacro tra le vie del paese.
Decine di figuranti, associazioni e volontari lavorano ogni anno per riportare in vita un rito che non è solo spettacolo, ma identità condivisa. Le scene della Passione si snodano lungo il centro storico, coinvolgendo residenti e visitatori in un percorso emotivo che attraversa la storia sacra e quella del borgo.
Il sindaco di Buccheri, Alessandro Caiazzo, sottolinea il valore profondo dell’iniziativa:
“‘U Passiu Santu’ rappresenta una delle espressioni più autentiche della nostra comunità. È un patrimonio che custodiamo con orgoglio e che ogni anno rinnoviamo grazie all’impegno dei cittadini. Buccheri, in questi giorni, non mette in scena soltanto una tradizione: racconta se stessa, la sua storia e la sua anima.”
Negli ultimi anni la manifestazione ha attirato un numero crescente di visitatori da tutta la Sicilia, affascinati dall’atmosfera unica del borgo e dalla forza evocativa della rappresentazione. Un appuntamento che continua a crescere, mantenendo intatta la sua autenticità.
