Il Governo sta mettendo a punto una nuova edizione della rottamazione fiscale, con l’obiettivo di renderla più equa e sostenibile rispetto alle precedenti. Tra le ipotesi al vaglio dei tecnici, spiccano misure volte a limitare l’accesso ai contribuenti in reale difficoltà, escludendo i cosiddetti “rottamatori seriali” e chi non ha mai dichiarato i propri debiti.
La sanatoria dovrebbe riguardare esclusivamente i contribuenti che hanno presentato regolarmente le dichiarazioni fiscali o previdenziali, ma che non sono riusciti a versare quanto dovuto o hanno commesso errori nei pagamenti. In particolare, si punta a includere:
- Le posizioni oggetto di controlli formali, dove è richiesto di dimostrare la validità di spese detraibili o deducibili.
- Le liquidazioni automatiche basate su dichiarazioni già presentate, ma non riscontrate nei versamenti effettuati tramite modello F24.
Il piano di pagamento potrebbe estendersi fino a 108 rate mensili (9 anni) per i debiti più consistenti, mentre per quelli inferiori a 5.000 euro si ipotizza un calendario più breve, proporzionato all’importo dovuto.
Per evitare costi amministrativi sproporzionati rispetto agli incassi, si prevede l’introduzione di una rata minima da 100 euro. Questo permetterà di strutturare piani di pagamento più flessibili ma sostenibili.
Tra le novità in discussione, anche l’esclusione dei tributi locali dalla definizione agevolata e l’eliminazione della maxi rata iniziale, spesso ostacolo per i contribuenti in difficoltà.
A differenza delle precedenti edizioni, dove bastava saltare una rata per perdere i benefici, la nuova rottamazione dovrebbe prevedere la decadenza solo dopo il mancato pagamento di almeno due rate.
La bozza del provvedimento è ancora in fase di revisione interna tra Governo e tecnici dell’Agenzia delle Entrate. Il testo definitivo potrebbe essere presentato nel prossimo Consiglio dei Ministri.
