21 Luglio 2026

⭕VIDEO – I Persiani tornano al Teatro Greco: la guerra come sconfitta universale

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L’orrore della guerra, di ogni conflitto, attraversa la nuova messa in scena de I Persiani di Eschilo firmata da Àlex Ollé, che riporta la più antica tragedia greca al Teatro Greco di Siracusa dopo 23 anni. Il regista spagnolo, tra i direttori artistici de La Fura dels Baus, fonde il testo classico con arti visive contemporanee e inserti di musica elettronica, rendendo il dramma un potente specchio del presente.

La scenografia essenziale di Alfons Flores ruota attorno a un enorme tavolo che evoca un comitato di crisi: attorno ad esso si muovono leader politici e vertici militari, simboli di un potere accecato dalla propria hybris, incapace di leggere la realtà e destinato alla disfatta. Un maxischermo amplifica i primi piani degli attori, trasformando la mimica facciale in un linguaggio drammaturgico che porta il dolore universale dentro la dimensione privata.

La regia introduce tre testimonianze contemporanee che irrompono dalla cavea: una giovane vedova che denuncia la guerra che le ha portato via l’amore; un soldato del Sud sopravvissuto ma devastato dall’orrore; una madre che attende un figlio disperso, sospesa tra speranza e lutto. Voci che rendono esplicito il messaggio: la guerra è una sconfitta per tutti.

TRAMA

A Susa, capitale dell’Impero persiano, i dignitari attendono con angoscia notizie della spedizione di Serse contro Atene. Atossa racconta un sogno premonitore che annuncia la rovina del figlio. L’arrivo di un messaggero conferma la disfatta di Salamina: la flotta persiana, troppo numerosa, è stata accerchiata e annientata. Atossa e il Coro evocano l’anima di Dario, che rimprovera l’hybris del figlio. Quando Serse ritorna, umiliato e in lacrime, intona il lamento per i giovani persiani caduti, simbolo di un impero sconfitto dalla propria arroganza.

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