Venerdì l’Istituto “V. Brancati” ha dato vita ad una grande manifestazione per la Festa dei Nonni. Canti, poesie e racconti hanno sottolineato l’importanza del ruolo dei nonni nelle famiglie. Custodi da sempre di tradizioni, memorie e insegnamenti, svolgono nelle odierne famiglie incastrate in vite frenetiche un prezioso supporto e insostituibile aiuto con i nipoti. Compagni di gioco per i più piccoli, da grandi diventano confidenti e complici di birbanterie e innocenti segreti. Da adulti poi li si guarda come i più teneri membri della famiglia, da proteggere e preservare all’inesorabile trascorrere del tempo, la tanta dedizione donata torna loro indietro nella forma più bella: un amore premuroso. Il cerchio dell’amore e della Vita si chiude in modo divino.

Il pensiero ai propri nonni, ai loro insegnamenti e alle loro sagge parole diventa la costante della giornata a loro dedicata, nessuno si risparmia di dedicare un ricordo affettuoso ai propri nonni, vivi o non. E le Scuole come l’Istituto Brancati, in tal senso, si impegnano a mantenere forte e vivo il legame con le tradizioni, richiamano il legame con le proprie radici e valorizzano la trasmissione di questi valori di generazione in generazione affinché non vadano perduti.

Chiamati a raccolta, genitori e nonni hanno accolto l’invito a partecipare alla manifestazione organizzata dai Plessi di Scuola Primaria di Belvedere e Città Giardino dell’Istituto Brancati, per i quali maestre e alunni avevano preparato un grande evento con la partecipazione anche di alcuni studenti delle classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado e di Don Salvatore Caramagno, parroco di Belvedere. A Città Giardino, inoltre, è stata allestita in ogni classe una mostra fotografica in omaggio ai Nonni, come tributo a loro.

Emozione e sorrisi sono stati il filo che ha legato quella mattina i bambini alle loro famiglie e ai loro nonni. Tra occhi lucidi e abbracci i bambini del Brancati hanno lasciato un messaggio importante ai propri nonni: “Grazie di cuore, per essere il nostro ponte tra passato e futuro, per ogni carezza ricevuta, per ogni storia raccontata e per ogni momento condiviso con noi”.
