Avola (SR), 7 agosto 2025 – Non è accettabile. Non si può restare in silenzio davanti a un crimine così disumano. Una madre che abusa sessualmente del proprio figlio minorenne e disabile è il segno di una società che ha smarrito il senso della giustizia, della protezione, dell’amore.
Siamo di fronte a una tragedia umana e morale che grida vendetta.
Non possiamo permettere che l’orrore venga normalizzato, nascosto, archiviato come un “caso di cronaca”.
Don Fortunato Di Noto, fondatore dell’Associazione Meter, dichiara:
“Qui non parliamo solo di abusi, ma di un vero e proprio tradimento del sacro legame tra madre e figlio. Un bambino disabile, fragile, che dall’età di 13 anni è stato ridotto a strumento di piacere. Questo è un abisso di male. È ora che la società si svegli, che i riflettori restino accesi, e che la giustizia sia veloce, severa, senza sconti.”
Noi di Meter lo diciamo da anni: la violenza sessuale sui minori non è un’emergenza, è una realtà continua, radicata, che cresce nel buio dell’indifferenza.
Serve più prevenzione, più ascolto, più coraggio. Servono leggi più dure, pene certe, interventi tempestivi. Ma soprattutto serve un’assunzione di responsabilità collettiva.
A chi ha compiti educativi, familiari, istituzionali, ecclesiali, la protezione dei bambini è una missione non delegabile.
L’Associazione Meter rinnova il suo impegno instancabile contro ogni forma di abuso e ribadisce: la vita dei bambini è sacra. Nessuno ha il diritto di violarla. Mai.
