Si è tenuta oggi a Catania l’udienza davanti al Tribunale del Riesame in merito alla posizione di Conci Carbone, ex assessore e vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa, attualmente agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta della Procura europea (operazione Nexus) su un presunto sistema di corruzione negli appalti a Palazzo Vermexio. Il suo legale, l’avvocato Sofia Amoddio, ha chiesto la revoca della misura cautelare e la remissione in libertà.
A sostegno dell’istanza, la difesa ha depositato una memoria e una documentazione incentrata su diversi punti chiave:
- L’assenza di riscontri economici: Non vi sarebbe traccia di alcuna dazione o passaggio di denaro in favore di Carbone né nell’ordinanza né negli atti d’indagine.
- Le intercettazioni: Viene evidenziato un passaggio in cui Salvatore Strazzulla, considerato figura centrale del presunto comitato d’affari, avrebbe riferito che Carbone, pur avendone la possibilità, alla fine non avrebbe fatto nulla.
- I dati sugli affidamenti: È stata prodotta una documentazione relativa a circa 91 affidamenti gestiti negli ultimi cinque anni, evidenziando che meno del 10% riguarderebbe società riconducibili alla famiglia Boscarino.
I giudici del Riesame si sono riservati di decidere entro venerdì. Parallelamente, sempre nell’ambito della stessa inchiesta, si attende la decisione del Gip in merito alla richiesta di misura interdittiva nei confronti del funzionario comunale Michele Dell’Aira, indagato per corruzione e assistito dagli avvocati Giuseppe Cro e Marco Mancuso, il quale ha già respinto le accuse nell’interrogatorio dello scorso 30 ottobre.
