Il dibattito sulla gestione del servizio idrico in provincia di Siracusa si arricchisce di un nuovo capitolo con la controreplica dell’onorevole Luca Cannata, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Bilancio della Camera, alle dichiarazioni del sindaco di Siracusa e presidente dell’Ati (Assemblea Territoriale Idrica), Francesco Italia.
La controversia è scaturita a seguito dell’Assemblea ATI del 3 novembre, in cui Cannata ha denunciato disservizi diffusi, la mancanza di trasparenza negli affidamenti e nei costi di Aretusacque, oltre all’assenza di relazioni periodiche da parte del Consiglio di sorveglianza. Il parlamentare ha sollecitato l’applicazione rigorosa delle normative sul controllo pubblico e la prevenzione della corruzione per evitare rincari tariffari a danno dei cittadini, chiamando alle proprie responsabilità politiche il presidente Italia e l’onorevole Giuseppe Carta (Grande Sicilia-MPA).
In risposta, il sindaco Francesco Italia ha respinto le accuse contrattaccando sulla gestione passata del Comune di Avola guidata dallo stesso Cannata. Italia ha evidenziato come ad Avola quasi 13.000 utenze risultino ancora prive di contatore — determinando una fatturazione a forfait oggetto di contenziosi e rilievi di Federconsumatori — e ha ricordato l’esclusione di tre progetti avolesi da oltre 4 milioni di euro di fondi regionali (tra cui 2,77 milioni destinati ai misuratori) a causa di documentazione incompleta. Sul fronte dell’ATI, Italia ha rivendicato l’avvio di approfondimenti legali volti ad affermare la natura pubblica di Aretusacque, la delibera per la ricognizione di affidamenti e costi e i controlli in corso sui depositi cauzionali e sui cronoprogrammi operativi dopo il subentro del gestore nel giugno 2026.
La nuova replica di Luca Cannata ha alzato ulteriormente i toni, definendo inadeguata l’amministrazione di Italia e accusandolo di cercare alibi invece di risolvere l’emergenza idrica ai rubinetti dei cittadini. In merito alle vicende di Avola, il deputato ha rivendicato l’operato della propria amministrazione, spiegando che l’installazione generalizzata dei contatori è stata volutamente programmata nell’ambito del servizio provinciale per evitare di gravare sui bilanci comunali e sulle famiglie. Riguardo ai fondi regionali persi, Cannata ha rimproverato all’ATI gravi inefficienze di coordinamento, sfidando il presidente a pubblicare l’intero fascicolo documentale comprensivo di protocolli, verifiche e trasmissioni alla Regione. Il parlamentare di FdI ha infine ribadito la necessità di risposte concrete: dall’uso dei poteri ispettivi previsti dalla Convenzione ai dettagli sulle verifiche dei depositi cauzionali, fino a un chiaro resoconto sulle procedure e sui costi finora sostenuti da Aretusacque.
