Siracusa, 18 giugno ’26 – Si accende il confronto politico sul mancato accesso della provincia di Siracusa al bando nazionale SFNIISSI (Strumento finanziario nazionale per gli investimenti infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico). Da un lato il sindaco e presidente dell’ATI, Francesco Italia, che respinge le accuse parlando di “requisiti oggettivamente mancanti”; dall’altro il vicepresidente della Commissione Bilancio alla Camera, Luca Cannata, che ribalta la lettura definendo la vicenda “la certificazione del fallimento della programmazione idrica provinciale”.
Italia chiarisce che il bando non era aperto indistintamente a tutti i territori e che l’accesso era subordinato a requisiti tecnici e amministrativi che Siracusa non possedeva: interventi già inseriti nella programmazione nazionale, progettazioni conformi alle prescrizioni ministeriali e capacità di garantire il cofinanziamento. “Le verifiche hanno evidenziato l’assenza di tali presupposti”, afferma il sindaco, definendo “improprio” parlare di occasione persa. L’ATI, aggiunge, non era neppure il soggetto beneficiario della misura e non avrebbe potuto sostituirsi ai partecipanti nella predisposizione delle candidature.
Italia richiama inoltre i risultati ottenuti sul bando FESR Sicilia 2021-2027, dove l’ATI ha supportato i Comuni nella presentazione dei progetti: due interventi finanziati, a Noto e Sortino, per circa quattro milioni di euro, e altri tre dichiarati ammissibili ma non finanziati per insufficienza di risorse. Numeri che, secondo il presidente dell’ATI, dimostrano la capacità del territorio di partecipare ai programmi quando sussistono le condizioni previste.
Di segno opposto la lettura di Cannata, che giudica le parole di Italia “una conferma del fallimento della programmazione idrica”. Se davvero mancavano i requisiti per partecipare a un bando da un miliardo di euro, sostiene il deputato, la domanda diventa “perché quei requisiti mancavano”. Cannata richiama le criticità storiche del territorio – perdite idriche, reti obsolete, carenze infrastrutturali – e accusa l’ATI e la governance del servizio idrico di non aver pianificato per tempo gli interventi necessari.
Il deputato di Fratelli d’Italia contesta anche i risultati del FESR, definendoli insufficienti rispetto ai 21 Comuni della provincia e sottolineando che diversi interventi sarebbero stati esclusi o dichiarati incompleti per carenze documentali. Per questo annuncia la richiesta di accesso agli atti relativi sia al bando SFNIISSI sia al FESR, per verificare procedure, istruttorie e motivazioni delle esclusioni.
Cannata conclude chiedendo “assunzione di responsabilità” da parte di chi ha guidato il sistema idrico provinciale negli ultimi anni, ricordando che ogni occasione mancata significa meno investimenti, meno opere e maggiori costi per famiglie e imprese.
Il confronto resta aperto e destinato a proseguire, mentre il tema delle infrastrutture idriche, centrale per la provincia, continua a generare un dibattito politico acceso e richieste di trasparenza da parte dei cittadini.
