Un presunto intreccio tra politica, imprenditoria e pubblici ufficiali, con affidamenti diretti, dazioni di denaro e vantaggi elettorali al centro dell’inchiesta. L’operazione Nexus scuote Palazzo Vermexio e apre nuovi interrogativi sulla gestione di alcuni appalti pubblici del Comune di Siracusa. Il quadro accusatorio emerge dall’ordinanza di custodia cautelare firmata il 12 ottobre dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Antonella Coniglio, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura europea di Palermo.
Sono sette le persone interessate dai provvedimenti cautelari, tra cui esponenti della politica locale, un dirigente comunale, un carabiniere e imprenditori del settore edile. Le ipotesi investigative delineano un sistema nel quale gli appalti pubblici sarebbero stati utilizzati per favorire alcune imprese, garantire ritorni economici e consolidare rapporti politici.
Tra i nomi di primo piano figura Concetta Carbone, vicepresidente del Consiglio comunale di Siracusa e consigliera del Libero Consorzio, per la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Carbone avrebbe agito d’intesa con il dirigente comunale Michele Dell’Aira e con il carabiniere Salvatore Strazzulla, contribuendo ad assicurare un canale preferenziale ad alcuni imprenditori nell’assegnazione di lavori pubblici. In cambio, avrebbe ricevuto 10 mila euro e benefici sul piano elettorale. Le contestazioni nei suoi confronti comprendono l’associazione per delinquere e la corruzione.
In carcere è stato disposto di condurre Salvatore Strazzulla, appuntato capo dei carabinieri in servizio alla sezione di polizia giudiziaria della Procura di Catania, indicato nell’inchiesta anche con il nome di Luca. Secondo l’accusa, il militare avrebbe svolto un ruolo di collegamento tra la politica locale e gli imprenditori, facendo da intermediario nella gestione dei rapporti e ricevendo somme di denaro periodiche. A suo carico figura anche l’ipotesi di rivelazione di notizie riservate: in più occasioni, secondo gli investigatori, avrebbe informato alcune persone di indagini in corso che le riguardavano.
Per Michele Dell’Aira, dirigente comunale e responsabile unico del procedimento relativo ai lavori dell’ostello per migranti di Cassibile, il giudice ha invece disposto l’interrogatorio preventivo prima di decidere sull’eventuale misura cautelare. L’ingegnere, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe ricevuto circa 200 euro a settimana per cinque anni.
Ai domiciliari, insieme a Carbone, è finito l’imprenditore Massimo Boscarino, 62 anni, accusato anche di traffico di influenze illecite. Per Giuseppe Boscarino, Salvatore Boscarino, classe 1953, Salvatore Boscarino, classe 1979, e Tino Bugliarello è stato disposto il divieto temporaneo, per dodici mesi, di esercitare attività imprenditoriali che consentano di richiedere contributi comunitari o statali. Le contestazioni nei loro confronti comprendono, a seconda delle singole posizioni, le ipotesi di associazione per delinquere, corruzione e traffico di influenze illecite.
Uno dei principali filoni dell’inchiesta riguarda i lavori per la realizzazione e il successivo ampliamento dell’ostello di Cassibile, struttura destinata ad accogliere i migranti impiegati nel settore agricolo. L’intervento rientrava nel progetto Acca, finanziato con oltre 1,6 milioni di euro attraverso i fondi del Pon Legalità. Tra gli appalti finiti sotto la lente degli investigatori figura anche la ristrutturazione dell’edificio comunale destinato a ospitare l’Ufficio Casa e Agricoltura.
Secondo la ricostruzione della Procura europea, le imprese riconducibili alla famiglia Boscarino avrebbero ottenuto affidamenti diretti dal Comune grazie a un presunto sistema di relazioni e favori. Gli investigatori ipotizzano che l’assenza del Consiglio comunale, sciolto all’epoca dei fatti, possa aver contribuito a ridurre le occasioni di controllo sull’assegnazione degli incarichi.
L’ordinanza, composta da 199 pagine, ricostruisce rapporti personali, procedure amministrative, presunte dazioni di denaro e conversazioni intercettate nel corso delle indagini. Il provvedimento del gip delinea un quadro accusatorio articolato, nel quale gli affidamenti pubblici sarebbero stati accompagnati da compensi economici e altre utilità destinate a consolidare il rapporto tra gli imprenditori e i soggetti ritenuti coinvolti.
L’inchiesta apre ora una fase delicata per il Comune di Siracusa, mentre restano da chiarire le singole responsabilità e gli sviluppi giudiziari delle posizioni coinvolte. Le contestazioni formulate dagli inquirenti dovranno trovare riscontro nelle successive fasi del procedimento e, fino a un’eventuale condanna definitiva, per tutte le persone indagate vale la presunzione di innocenza.
