Si è svolto presso il Liceo Scientifico O.M. Corbino di Siracusa il progetto “Randagismo – Educare per Prevenire, un percorso educativo che ha coinvolto due terze classi e una seconda con l’obiettivo di fornire strumenti di conoscenza e consapevolezza sul rapporto uomo-cane e sulla gestione del fenomeno del randagismo. Presente anche l’Assessore alla Tutela degli Animali e al Randagismo del Comune di Siracusa, Palma Daniela Vasques, che ha espresso consenso per l’iniziativa e l’intenzione di avviare, a partire dal prossimo anno scolastico, percorsi annuali di educazione alla prevenzione nelle scuole di diverso ordine e grado.
Il progetto si è articolato in tre incontri. I primi due condotti da educatori cinofili che hanno illustrato agli studenti il comportamento corretto da adottare quando ci si avvicina ad un cane e come riconoscere i principali segnali del linguaggio canino. Uno degli educatori medico-veterinari, comportamentalista dell’ASP, ha approfondito le conseguenze che il passaggio da una condizione di libertà ad una di prigionia può avere sul cane causandogli stress, depressione e comportamenti aggressivi, contribuendo ad una conoscenza più approfondita della realtà dei canili. Il terzo incontro, con il prof. Festa, ha affrontato il tema “Randagi, randagismo e strategie istituzionali” ripercorrendo l’evoluzione delle politiche adottate dagli anni 50 fino alla legge regionale del 2022.
È proprio in quell’anno che è stato introdotto un cambio di prospettiva: l’asse centrale della nuova strategia diventa il ruolo dei canili rifugio, chiamati a trasformarsi da luoghi di accumulo a strutture di passaggio, capaci di accompagnare il cane dal territorio all’adozione responsabile. Perché questo obiettivo sia realmente raggiungibile è necessario che tutti i soggetti coinvolti, Assessorato, Asp, gestori dei canili, associazioni animaliste, volontari, polizia municipale e guardie forestali concordino preventivamente scelte e priorità, prima dell’avvio operativo della strategia. Un lavoro condiviso che richiede nuovi modelli di gestione, il supporto di figure cinotecniche e il coinvolgimento di volontari formati.
