La Solenopsis invicta, il nome scientifico della formica del fuoco, un imenottero in grado di infliggere dolorose punture, iniettando una tossina citotossica attraverso il pungiglione, torna a far paura.
La Regione Siciliana ha da poco incaricato una società di comunicazione di promuovere le iniziative necessarie a far conoscere un fenomeno che al momento è stato riscontrato ufficialmente soltanto nell’isola ma che, se non arginato, rischia di propagarsi in tutta Europa, mettendo a rischio il settore agricolo e problemi di origini sanitaria.
La formica del fuoco è ritenuta tra le specie più invasive al mondo e, per questo, capace di incidere sugli ecosistemi e sulla salute dell’uomo. Il primo riscontro ufficiale della sua presenza in Europa è arrivato nel 2023, con la scoperta di oltre un’ottantina formicai nei pressi della foce del Fiume Anapo, nel territorio di Siracusa, in un’area ampia cinque ettari.

Ma il fatto che punture analoghe siano state notate da persone di Siracusa fin dal 2019, fa pensare che l’invasione della formica “aliena” possa essere in corso da tempo e dunque interessi un’area ben più vasta di quella già identificata.
“Il ritrovamento – si legge nella relazione allegata al piano di eradicazione approvato l’anno scorso dal governo Schifani – è stato comunicato al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ed è stato oggetto di pubblicazione. Nello stesso si evidenzia che, dai dati raccolti, la specie potrebbe essere presente da qualche anno e che presumibilmente l’ingresso sia avvenuto attraverso l’importazione di piante o altro materiale”.
Il piano prevede anche attività di sensibilizzazione di quanti avranno un ruolo nella gestione dell’emergenza.
“I principali obiettivi della formazione sugli insetti pungitori saranno: adeguare le conoscenze del personale della Regione; rendere il personale sanitario (con particolare riferimento a medici dei servizi di emergenza-urgenza, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici di continuità assistenziale) in grado di riconoscere tempestivamente i casi, fornire un’assistenza e un counselling ai pazienti e di segnalare i casi per iniziare gli interventi di identificazione”.
