Più che il gol subito, pesano le difficoltà dell’attacco
Il Siracusa va a Milazzo col fermo proposito di fare bottino pieno. Ma i mamertini, come aveva fatto la settimana precedente il Modica al De Simone, sono disposti in modo da poter chiudere ogni possibile via di dialogo tra gli azzurri, che faticano più del previsto per tutto il corso del primo tempo per cercare di sfuggire al ferreo controllo messo in atto dall’avversario.
Ne vengono fuori 45 minuti (+3’) spigolosi, a tratti duri, con parecchi ammoniti soprattutto tra gli aretusei, una gara sostanzialmente bloccata e priva di azioni degne di nota. La seconda frazione di gioco si presenta subito in salita per il Siracusa, con Negro che dopo pochi minuti ci ricasca e con un rinvio maldestro nella propria metà campo svirgola il pallone e lo regala al rossoblù Mascali; il quale Mascali, incredudulo per la manna improvvisa cadutagli letteralmente dal cielo, prima infila l’incolpevole Ferilli senza farsi pregare, e poi si fa espellere perché, già ammonito, non riesce a frenare gioia e maglia.
Secondo giallo e rosso inflessibile. Cacciola a quel punto prova a sfruttare la superiorità numerica per raddrizzare l’incontro, e rimescola le carte mettendo dentro Ndiaye e Cacciola jr al posto rispettivamente di Costanzo e Dalloro. L’inerzia della gara però resta quella, con un ordinatissimo Milazzo che mantiene il controllo dei nervi anche nei momenti di maggiore pericolo, come a tempo quasi scaduto, quando Andraikenas, l’estremo difensore della squadra di Catalano, manda in angolo un bel tiro di Lulli, chirurgico ma privo della forza necessaria per sfuggire alle mani del portiere.
Arriva così la prima sconfitta in campionato per il Siracusa, tornato inesorabilmente a respirare l’aria malsana della zona play out. Al di là dell’incidente del gol, la squadra ha anche stavolta mostrato seri limiti in avanti, un leit motiv che rischia di farsi letale sinfonia.
