Il taglio dei prezzi di benzina e gasolio annunciato da Eni e, successivamente, anche da IP rappresenta un segnale positivo per famiglie e imprese alle prese con il caro carburanti. Tuttavia, secondo CNA Siracusa, interventi commerciali adottati da singoli operatori non possono sostituire una strategia strutturale capace di garantire prezzi più bassi sull’intera rete distributiva.
Dal 28 settembre Enilive ha introdotto un tetto di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, mentre anche IP ha comunicato una riduzione dei propri listini. Misure accolte favorevolmente dall’associazione di categoria, che però sottolinea come il beneficio rischi di essere limitato alle aree servite dai marchi che applicano gli sconti.
«Il sollievo per famiglie e imprese è benvenuto, ma un prezzo più basso praticato da uno o due operatori non equivale a una politica nazionale sui carburanti. Occorre ridurre il costo alla pompa ovunque, senza penalizzare i distributori indipendenti e le aree interne», afferma la presidente di CNA Siracusa, Rosanna Magnano.
L’associazione chiede quindi a Governo e Parlamento di intervenire durante la conversione del Decreto Legge 157/2026 introducendo un meccanismo pubblico e temporaneo di contenimento dei prezzi, attivabile in situazioni di crisi e valido per tutti gli operatori della filiera. Tra le proposte anche una forma stabile di accisa mobile e un rafforzamento dei controlli sui meccanismi di formazione dei prezzi.
Per il segretario territoriale Gianpaolo Miceli il nodo resta quello dell’equità del sistema: «Se gli sconti riguardano soltanto alcuni grandi operatori, il resto della rete continua a sostenere gli stessi costi all’ingrosso. Un intervento pubblico, collegato all’andamento delle quotazioni internazionali, avrebbe effetti più ampi e misurabili per autotrasportatori e imprese».
CNA evidenzia inoltre il rischio che i gestori indipendenti e gli altri marchi non siano in grado di replicare le riduzioni, con possibili ripercussioni sulla concorrenza e sull’equilibrio del mercato. In una provincia come Siracusa, sede di uno dei principali poli di raffinazione italiani, l’associazione ritiene sempre più difficile spiegare a cittadini e imprese il permanere di prezzi elevati alla pompa.
—
