Il Praia è giovane, determinato e spinge per il primo quarto d’ora creando qualche difficoltà di troppo agli azzurri. Segna pure sugli sviluppi di un calcio piazzato, ma il fuorigioco correttamente rilevato dall’arbitro vanifica la realizzazione dei cosentini. Il 4-3-3 siracusano, sorprendentemente senza Lulli e Costanzo (neppure in panchina), stenta a decollare, specialmente per via dell’aggressività dei biancorossazzurri – oggi in tenuta completamente gialla –, che dalla loro fanno prevalere una maggiore fisicità. La strada allora per la squadra di Cacciola non può che essere la consapevolezza dei propri mezzi tecnici, superiori a quelli dell’avversario.
Così, minuto dopo minuto, Guida del moto perpetuo e compagni guadagnano metri e fiducia, mentre il PraiaTortora inizia a manifestare qualche cedimento, probabilmente per via della partenza a razzo con cui ha tentato, senza riuscirvi, a sorprendere il Siracusa. Il primo tempo si conclude con un nulla di fatto, ma sono i Leoni – che chiudono la frazione in attacco con un bel tiro di Zacharia di poco oltre la traversa – a mostrare di avere qualcosa in più da spendere nella ripresa. L’inizio però del secondo tempo ripropone lo stesso refrain del primo, con la squadra di casa che torna a spingere sull’acceleratore per mettere alle corde gli azzurri.
I quali danno l’impressione di restarsene in attesa, pronti a colpire non appena l’avversario gliene offrirà l’occasione. L’occasione invece capita al 78’ sui piedi dell’esterno d’attacco del Praia Claudio Francisco, ma per fortuna del Siracusa il palo si oppone a Ferilli ormai battuto. Gli azzurri ora mostrano stanchezza e mancanza di idee, e i minuti finali sono un tormento, con la squadra di casa che contrariamente a quanto ci si potesse aspettare continua a macinare gioco e a mettere in affanno gli azzurri.
Il fischio finale arriva al 97’, e da parte aretusea si tira un grosso sospiro di sollievo. Per come la gara si era messa, questo punticino permette di fare un piccolo ma importantissimo passo avanti. Sul comportamento della squadra, c’è da dire che, stanchezza a parte, l’aver lasciato da solo Guida a cantare e portare la croce ha ridotto di molto le reali potenzialità del Siracusa. Un aspetto su cui riflettere attentamente.
