Scaffali vuoti, banchi frigo sguarniti e interi reparti privi di merce: lo sciopero degli autotrasportatori giunge al suo quarto giorno e fa sentire con forza i suoi effetti anche nei supermercati di Siracusa. A scarseggiare non sono solo frutta e verdura fresca, ma anche pasta, carne, salumi e diversi altri beni di prima necessità. A complicare il quadro si aggiunge la reazione dei cittadini che, spaventati dal possibile prolungarsi della protesta, hanno dato il via a una vera e propria corsa agli acquisti per fare scorta di prodotti di uso quotidiano.
La mobilitazione degli autotrasportatori siciliani, promossa dal Comitato trasportatori siciliani, è scattata venerdì 16 ottobre per protestare contro il caro carburante e la pesante crisi economica che colpisce il comparto. Tra le rivendicazioni principali rivolte al Governo vi sono interventi sul prezzo del gasolio, l’abbattimento dei costi dei collegamenti marittimi e lo sblocco immediato degli incentivi Sea Modal Shift. Il fermo prevede il blocco dei camion delle aziende aderenti, condizionando pesantemente la movimentazione delle merci nei porti e l’intera catena di distribuzione dell’isola. Gli organizzatori hanno tuttavia chiarito di non aver istituito blocchi stradali e che le aziende intenzionate a consegnare — in particolare nel settore ortofrutticolo — restano libere di operare.
L’incertezza sui tempi di rientro alla normalità resta elevata. La protesta è ufficialmente programmata fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre, ma gli autotrasportatori non escludono di proseguire a oltranza qualora non arrivino risposte concrete. Tutta l’attenzione è ora rivolta all’incontro previsto per domani con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che potrebbe segnare un punto di svolta nelle trattative. Nel frattempo, i consumatori siracusani continuano a fare i conti con rifornimenti a singhiozzo e con il timore di nuove carenze nei prossimi giorni.
