
Il Presidente del Circolo Unione Gaetano Bordone ha dato il benvenuto, introducendo l’obiettivo di portare Siracusa al vertice della cultura italiana, europea e mondiale attraverso un progetto di candidatura a Capitale Europea della Cultura.
A moderare l’incontro il giornalista Massimo Leotta.
L’onorevole Cafeo introduce l’evento sottolineando l’importanza di un approccio partecipativo “dal basso verso l’alto”, ampliando la visione, descrivendo il progetto come un’iniziativa culturale a lungo termine per la Siracusa del futuro, con un orizzonte temporale che va dal 2026 al 2033.

Il Professore Patane’ rileva che la candidatura di Siracusa è vista come un’opportunità per le città “imperfette” di innescare processi di cambiamento.
Occorre fare tesoro dalle lezioni del Passato e avere una Strategia per la Nuova Candidatura
La candidatura precedente di Siracusa non ha avuto successo a causa di una visione rivolta solo al passato, un progetto “calato dall’alto” e la mancanza di una visione chiara per il futuro. La nuova strategia si basa sull’ascolto e il coinvolgimento di cittadini, imprenditori e del territorio del Val di Noto.

L’idea nasce dalla necessità di ricostruire fiducia attraverso processi partecipativi, sperimentati durante la pandemia COVID con la redazione di un dossier di 140 pagine. La nuova candidatura sarà “Siracusa capitale europea della cultura nel Val di Noto”, un’area vasta che include due aeroporti, due università e tre patrimoni UNESCO.


A dicembre è stata costituita una fondazione di partecipazione con riconoscimento prefettizio, avente come soci fondatori l’associazione Restart e il Comune di Siracusa. Questa fondazione si propone come soggetto esterno per stimolare la rete, intercettare risorse e sviluppare un piano strategico sui beni culturali, superando le difficoltà operative dei comuni. Gli amministratori della fondazione operano senza indennità per testimoniare coerenza.

Il progetto è descritto dai relatori come “rivoluzionario” su tre direttrici: accrescimento culturale, marketing territoriale e costruzione di un modello economico a lungo periodo.
Timeline
- 2026: Accensione del progetto, rafforzamento territoriale e reperimento risorse. Open call per l’identità visiva chiusa il 17/09, con 33 proposte ricevute.
- 2027: Uscita del bando. Coincidenza strategica con il millennio dei Normanni.
- 2028: Esito della selezione per la short list. L’obiettivo primario è entrare tra le prime cinque città per sbloccare finanziamenti e visibilità.
- 2028–2032: In caso di selezione, avvio di 4 anni di marketing territoriale.
2033: Anno della Capitale Europea della Cultura.

Il progetto ha ottenuto l’adesione di circa 50 sindaci di diversi schieramenti politici, inclusa l’intera provincia di Ragusa, e di numerose organizzazioni di categoria. Le università di Catania, Messina e Kore di Enna faranno parte del comitato scientifico. Sono stati coinvolti attivamente anche il Siracusa Institute per la sua proiezione internazionale e l’associazione italo-tedesca per creare un ponte con Würzburg. I comuni aderenti forniranno un referente e indicheranno siti da destinare a produzione culturale.
Confrontando il modello “Matera” (processo ventennale di trasformazione) con il modello “Agrigento” (grande evento senza eredità duratura), si è deciso di puntare su “processi” culturali sostenibili. Questo include la riqualificazione di luoghi dismessi (es. Castello Eurialo) con la definizione di modelli di gestione sostenibile (es. cooperative di comunità) e la rideclinazione di eventi locali (es. Infiorata di Noto) in format internazionali. Il tutto in linea con la Convenzione di Faro, che unisce patrimonio materiale e immateriale in un concetto di “eredità culturale”.

Un elemento chiave è il coinvolgimento dei cittadini tramite un processo di consultazione che includerà una piattaforma informatica e incontri fisici, come un “weekend di ascolto del territorio”. Si punta a un modello di co-governance basato sulla “sussidiarietà circolare” per trasformare Siracusa in una “Città Generativa”, che produce valore sociale, ambientale e culturale, ha detto nel corso del suo Intervento l’ing. Bellina. Tuttavia, è stata sollevata dal Professore Patane’ la criticità di un “limite antropologico” di individualismo che ostacola la capacità del territorio di “fare rete”.
L’incontro si è concluso con l’annuncio di scadenze e appuntamenti imminenti. Cafeo ha ricordato la scadenza del 27 novembre per le manifestazioni di interesse per il comitato pubblico scientifico.
