Rissa a fine gara nel tunnel degli spogliatoi
La cornice al De Simone non rispecchia la storia delle squadre in campo, due tra i club più blasonati del calcio siciliano. Sugli spalti, come da inizio stagione, complessivamente non oltre il migliaio di spettatori, e nessuna rappresentanza ospite. D’altronde, i rammendi a entrambe le reti, che rubano al fischio d’inizio una decina di minuti, rimandano l’idea di una sorta di ‘derby decadance’, inesorabile specchio della realtà delle due società.
Come se non bastasse, la prima mezzora di Siracusa-Trapani non fa registrare alcuna emozione, a parte una sassata trapanese dalla lunga distanza che si stampa sul palo. Poi, d’improvviso, il solito Angelo ‘Custode’ Guida con un battito d’ali dei suoi porta in vantaggio gli azzurri.
Che a quel punto prendono in mano la partita, rilanciando con determinazione le proprie chance anche nel secondo tempo, con un paio di occasioni fallite di poco – e per mancanza di sostegno e affiancamento a Guida, costretto a farsi l’equivalente di tre turni di lavoro consecutivi.
Il calcio però, la più inesatta tra le scienze vaghe, smentisce e ribalta qualunque andazzo e previsione; così, in un momento di fiacca generale, succede che su un calcio d’angolo negato al Siracusa un difensore granata rinvii con un lancio di una quarantina di metri finendo per servire alla perfezione un suo attaccante, il quale, appena entrato in area, lascia che Ferilli in uscita lo ‘tocchi’ e quindi si lascia ruzzolare per le terre. Rigore, con uno sciame di perplessità che risucchia lo stesso arbitro – che non ne aveva assegnato uno più evidente al Siracusa nel primo tempo.
L’1 a 1 premia indubbiamente il Trapani, che intasca un punto che ne vale tre, mentre agli azzurri resta il danno del pareggio e la beffa del rosso secco sul finire a Negro più la gazzarra finale all’imbocco del tunnel degli spogliatoi di cui si sarebbero resi protagonisti i calciatori di Antonini, spaccando una porta e rompendo la macchina fotografica di un reporter di bordo campo. Scene tristi, decadenti per l’appunto, di uno spettacolo che somatizza tutto il malessere che affligge entrambi i club.
