Esplode il caso politico e amministrativo al Comune di Solarino. Al centro della bufera c’è una lettera di nove pagine firmata dai dipendenti dell’Ufficio Tecnico comunale per difendere la propria professionalità dalle accuse diffuse sui social dal sindaco Tiziano Spada. Un documento su cui si è subito innestata una dura presa di posizione dei consiglieri comunali di opposizione (Silvana Cassia, Peppe Germano, Pietro Mangiafico e Francesca Oliva), pronti a formalizzare una richiesta di ispezione regionale e l’invio degli atti all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac).
La vicenda trae origine dal secco chiarimento inviato dai lavoratori dell’area tecnica al primo cittadino. Nel testo, i dipendenti manifestano profondo rammarico per gli attacchi pubblici ricevuti via social, ritenuti lesivi della reputazione dell’ufficio, dell’immagine dell’ente e contrari ai principi di leale collaborazione sanciti dall’articolo 97 della Costituzione. Entrando nel merito delle critiche avanzate da Spada su presunti ritardi, l’Ufficio Tecnico ha smontato punto su punto le contestazioni: ha ribadito che i grandi cantieri PNRR e FSC dipendono in larga parte da progettazioni esterne; che le perizie di variante sono coperte dai ribassi d’asta; che l’asfalto posato in via Umberto è solo uno strato temporaneo di binder; e che i finanziamenti per la videosorveglianza sono stati intercettati proprio grazie alla tempestività dei funzionari.
I dipendenti hanno inoltre smentito qualsiasi condizionamento politico del proprio operato, ricordando il carico di lavoro sostenuto, testimoniato anche da centinaia di ore di straordinario non retribuito. Eventuali ritardi, spiegano dagli uffici, sono semmai da attribuire a carenze di pianificazione strategica dell’amministrazione e al sotto-organico dell’ente, che versa peraltro in stato di dissesto finanziario.
Un punto particolarmente delicato della lettera riguarda la gestione delle gare per l’affidamento delle lampade votive. Dopo il fallimento delle prime procedure pubbliche, nella nota si ricostruiscono alcune interlocuzioni svolte dall’assessore al ramo con diversi operatori privati nel tentativo di sollecitare manifestazioni di interesse. Tali contatti hanno portato all’avvio di ulteriori gare (tra cui una con durata ridotta da biennale ad annuale), anch’esse andate del tutto deserte per mancanza di offerte.
Proprio questo passaggio ha fatto scattare l’intervento dei consiglieri di minoranza, che accusano il sindaco di scaricare sulla macchina burocratica le responsabilità della politica. L’opposizione punta il dito contro il confine labile tra l’indirizzo politico dell’amministrazione e la gestione burocratica riservata per legge ai funzionari, chiedendo che l’assessore Peppe Urciullo riferisca formalmente in Consiglio comunale per chiarire se vi siano state ingerenze.
Oltre alle procedure d’appalto, la minoranza solleva dubbi sulla tenuta politica della maggioranza, richiamando voci di presunte pressioni su alcuni consiglieri per indurli a cambiare gruppo. Per fare piena luce su tutti gli aspetti della vicenda, l’opposizione ha annunciato che chiederà un’ispezione all’Assessorato regionale delle Autonomie locali sulla gestione del personale e sui rapporti tra organi politici e uffici, investendo contemporaneamente l’Anac per verificare la regolarità e la trasparenza dei procedimenti amministrativi.
