Monasteri, conventi, parrocchie e scuole religiose da Milano a Napoli, passando per Trieste e Alghero, sono finiti nel mirino di un’organizzazione criminale attiva dall’agosto 2024 e smantellata da un’inchiesta della Procura di Torino. L’indagine, condotta dai pm Eugenia Ghi e Paolo Cappelli con la Guardia di Finanza di Cremona, ha ricostruito ben 132 episodi (tra raggiri riusciti e oltre 40 tentativi sventati) operati lungo l’asse Torino-Siracusa.
Al vertice del sistema figurano una 45enne residente a Torino e un 52enne residente a Siracusa, affiancati da un 62enne siracusano con il compito di reclutare prestanome per aprire carte ricaricabili PostePay. Una volta effettuati i versamenti dalle vittime, una squadra di prelevatori dislocata a Siracusa e nei comuni limitrofi prosciugava immediatamente i contanti dagli sportelli automatici e dagli uffici postali, inoltrando poi circa la metà dei ricavati ai vertici della rete.
Il modus operandi si basava su una telefonata esca: spacciandosi per funzionari comunali, dirigenti bancari o rappresentanti della Conferenza Episcopale Italiana (Cei), i truffatori sostenevano che fosse stato accreditato per errore un contributo pubblico superiore al dovuto (ad esempio 23.000 euro anziché 20.000) per interventi come il restauro di chiese o il sostegno alle scuole. Con la scusa di correggere lo sbaglio ed evitare un fittizio blocco del conto corrente, chiedevano la restituzione urgente della differenza tramite ricarica PostePay, per importi compresi tra i 700 e i 3.500 euro (con picchi fino a quasi 6.000 euro, come nel caso del Monastero delle Benedettine di Aversa).
La Procura contesta i reati di associazione per delinquere, truffa aggravata e tentata truffa continuata, con l’aggravante della recidiva per i principali indagati. A fronte della richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dai pm per il rischio di reiterazione, il gip Valentina Rattazzo ha fissato gli interrogatori di garanzia al Tribunale di Torino prima di decidere sulle misure cautelari.
