Il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente denuncia le difficoltà incontrate nell’ottenere dal Settore Igiene Urbana del Comune di Siracusa risposte e documentazione riguardanti il servizio di raccolta dei rifiuti e uno degli appalti pubblici più rilevanti della città. Secondo il Comitato, quella che dovrebbe essere una normale interlocuzione tra cittadini e amministrazione si è trasformata in una lunga serie di PEC, solleciti e richieste di accesso agli atti rimaste senza risposta.
La vicenda riguarda innanzitutto il subentro di RIS.AM. S.r.l. a TEK.R.A. S.r.l. nella gestione del servizio di igiene urbana. Già il 27 gennaio 2026, prima dell’avvio operativo del nuovo gestore avvenuto il 1° febbraio, il Comitato aveva chiesto chiarimenti sulle condizioni dell’operazione e sulle garanzie offerte dalla nuova gestione, senza ottenere alcun riscontro.
Successivamente, dopo la notizia della richiesta avanzata da TEK.R.A. al Tribunale di Nocera Inferiore per accedere a uno strumento di regolazione della crisi, il Comitato ha presentato il 5 settembre una nuova istanza per conoscere gli esiti delle verifiche istruttorie effettuate dal Comune. Anche in questo caso, nessuna risposta formale.
Il 24 settembre si è poi aggiunto il sequestro preventivo del ramo d’azienda “Servizi ambientali” di TEK.R.A., concesso in affitto a RIS.AM., e dell’intero capitale sociale della stessa società, con la contestuale nomina di un amministratore giudiziario incaricato di garantire la continuità del servizio e la tutela dei rapporti di lavoro. Nonostante la rilevanza della vicenda, il Comitato sostiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione sulle verifiche eseguite dall’amministrazione comunale.
Un secondo fronte riguarda invece il servizio di raccolta del vetro nel centro storico di Ortigia. A seguito di numerose segnalazioni di residenti disturbati nelle ore notturne e alle prime luci dell’alba, il Comitato aveva inviato una diffida il 6 agosto e una richiesta di accesso agli atti il 12 agosto. Anche queste istanze sarebbero rimaste senza risposta nei termini previsti.
Solo dopo l’intervento del Responsabile della Trasparenza, che con la Determina n. 4776 del 21 settembre ha accolto la richiesta di riesame, il Settore Igiene Urbana ha trasmesso parte della documentazione richiesta il 12 ottobre.
Dagli atti emerge che il Direttore dell’Esecuzione del Contratto aveva previsto per la raccolta del vetro orari compresi tra le 7:30 e le 10:00 per le utenze non domestiche e tra le 8:00 e le 13:00 del sabato per le utenze domestiche. Lo stesso DEC, tuttavia, ha rilevato che il servizio era stato anticipato rispetto agli orari stabiliti e che tra agosto e settembre erano state registrate diverse difformità.
Secondo il Comitato, la questione più delicata riguarda i controlli. Il capitolato d’appalto prevede infatti l’invio quotidiano al DEC dei report operativi e il monitoraggio GPS dei mezzi impiegati nel servizio. Eppure, per gran parte del mese di agosto, tre dei quattro mezzi utilizzati in Ortigia non risulterebbero coperti dal sistema di tracciamento, mentre il DEC avrebbe appreso soltanto nelle settimane successive dell’anticipo degli interventi rispetto agli orari autorizzati.
Per il Comitato, il problema non riguarda più soltanto il gestore del servizio, ma anche l’efficacia delle attività di controllo previste dal contratto. Le segnalazioni dei residenti, formalizzate già dal 6 agosto, avrebbero infatti evidenziato una situazione che, secondo quanto emerso dagli atti, sarebbe stata contestata e corretta solo dopo le proteste dei cittadini.
Da qui l’interrogativo posto all’amministrazione: se i residenti non fossero intervenuti, quando sarebbe stata rilevata la difformità del servizio?
Il Comitato ha quindi richiesto la documentazione ancora mancante, tra cui il piano operativo, i report giornalieri, i tracciati GPS completi, le contestazioni formalizzate e l’eventuale applicazione di penali.
Pur trattandosi di vicende differenti, quella del subentro di RIS.AM. e quella della raccolta del vetro mostrerebbero, secondo il Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, una criticità comune: la necessità di garantire maggiore trasparenza, controlli tempestivi e un rapporto più efficace tra amministrazione e cittadini nella gestione di un servizio pubblico essenziale per la città.
