La concessione di un’area comunale come quella di via Franca Maria
Gianni per soli 300 euro al mese solleva interrogativi seri e legittimi. Una cifra che non basta
nemmeno a uno studente per locare una stanza, ma che sembra sufficiente per ottenere la gestione di
un bene pubblico di grande valore per i prossimi sessant’anni. Il canone annuo estremamente basso,
inferiore ai 4.000 euro per un’area di circa 8.000 metri quadrati, appare del tutto sproporzionato
rispetto all’estensione e al potenziale utilizzo del bene pubblico. A ciò si aggiunge la durata eccessiva
della concessione, fissata in sessant’anni, che priva di fatto l’Amministrazione e la città di qualsiasi
possibilità futura di rinegoziazione o rivalutazione dell’uso dell’area. Una scelta che impone
trasparenza e responsabilità da parte dell’Amministrazione.
