Il Tribunale di Siracusa ha assolto il deputato regionale e sindaco di Melilli Giuseppe Carta, coinvolto nell’inchiesta “Muddica” su presunti appalti pilotati. La decisione è arrivata con la formula “perché il fatto non sussiste” per una parte delle accuse, mentre per le restanti è stata dichiarata la prescrizione.
L’indagine, avviata nel 2019 e culminata con l’arresto di Carta e di altri amministratori e imprenditori, ipotizzava un sistema di affidamenti pubblici orientati a favorire imprese considerate vicine a determinati ambienti politici. Nel corso degli anni, però, il quadro accusatorio si era progressivamente ridimensionato: le contestazioni più gravi erano già state escluse dal Riesame e, in parte, confermate dalla Cassazione.
A Carta erano rimasti i reati di turbativa d’asta, falso, abuso d’ufficio e induzione indebita. Oggi il Tribunale ha disposto l’assoluzione per alcuni capi e la prescrizione per gli altri, prendendo atto del decorso dei termini e dell’abolizione del reato di abuso d’ufficio.
La stessa sorte è toccata agli altri imputati, tra cui il sindaco di Francofonte Daniele Lentini e l’ex vicesindaco di Melilli Stefano Elia, che avevano scelto riti differenti. Prescritti anche i reati contestati a Reginaldo Saraceno, Sebastiano Franchino, Bruno De Filippo, Sebastiano Elia, Giacomo Crucitti e Silvana Baracchi, mentre alcuni imputati sono stati assolti perché “il fatto non è previsto dalla legge come reato”.
Resta isolata la condanna pronunciata a febbraio nei confronti di Samantha Spada, a due anni e otto mesi, con interdizione temporanea dai rapporti con la pubblica amministrazione.
Con la decisione odierna, il procedimento si chiude definitivamente, segnando di fatto lo sgonfiarsi di un’inchiesta che aveva avuto un forte impatto politico e mediatico al momento del suo avvio.
